I carciofi arrostiti sono un grande classico della cucina campana, soprattutto in primavera a ridosso della Pasqua. A Napoli e Salerno sono note come carcioffole arrustut’ e rappresentano contorno perfetto da portare in tavola la domenica a pranzo, ma sono anche l’ideale in tantissime altre occasioni. Sempre in alcune zone della Campania, in questo periodo è molto facile vedere i venditori ambulanti che animano le “fornacelle” (dei piccoli dispositivi a carbonella) agli angoli delle strade. I carciofi vengono messi sulla griglia, a contatto con la brace ardente sottostante. E se volessimo fare i carciofi arrostiti, però nel forno di casa? Ecco una guida rapida che fa al caso vostro.
I carciofi arrostiti, però nel forno di casa
Il loro sapore unico e intenso vi porterà a mangiarne ancora e ancora. La preparazione dei carciofi arrostiti prevede la disponibilità di uno spazio esterno e di un dispositivo di cottura, come barbecue oppure grill. E se non ho l’uno o l’altro? E se non ho l’uno e l’altro? Non preoccupatevi: si possono fare anche in forno, con qualche piccolo trucco e accorgimento. potrete ottenere ottimi carciofi arrostiti.
Il condimento è davvero molto semplice. Basta un po’ di olio, sale, pepe (o peperoncino) e il gioco è fatto! Opzionale, ma molto gradito, il condimento con sugna, l’aggiunta di pancetta, cubetti di prosciutto e altre prelibatezze.
Prima di addentrarci nella ricetta, conosciamo meglio la materia prima: cos’è veramente il carciofo?
Si tratta di una pianta erbacea perenne alta fino a 1,5 metri, le cui foglie presentano uno spiccato polimorfismo, originaria del bacino del Mediterraneo; l’Italia ne è ancora oggi tra i più grandi produttori a livello mondiale.
La coltivazione del carciofo è largamente diffusa in Sicilia, in Sardegna, in Puglia, in Campania, in Lazio e in Toscana ed esistono decine di varietà che si differiscono per diversi aspetti. Possiamo infatti avere carciofi con spine o senza, viola o verdi, autunnali o primaverili. Districarsi tra tutte queste opzioni non è cosa semplice e fare un elenco sarebbe onestamente noioso, per cui ci limitiamo a ricordare quattro varietà, una DOP e tre IGP, molto importanti nell’economia del nostro Paese:
- Carciofo spinoso di Sardegna (DOP): cima violetta,foglie carnose, consistenza croccante, cuore tenero, sapore lievemente amaro.
- Carciofo romanesco del Lazio (IGP): chiamato anche cimarolo o mammola, senza spine, abbastanza grosso, compatto, tenero e versatile.
- Carciofo tondo di Paestum (IGP): compatto, tondeggiante, senza spine e dal sapore delicato.
- Carciofo brindisino (IGP): tenero, dolce, saporito e carnoso, dalle foglie verdi con sfumature violette.
Molto amati anche dalle popolazioni elleniche e anche nell’antica Roma, i carciofi si prestano a tante preparazioni: bolliti o al vapore, in umido, fritti, in padella, alla brace.
I carciofi arrostiti farciti con aglio e prezzemolo, un po’ di sale e un pizzico di pepe, diventeranno un vostro cavallo di battaglia. E, niente paura, vi diciamo come farli nel forno di casa!
[Credits: Foto di Francesca Pace per Gastronomicamente, 2022]






