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Grasshopper: conosciamo il cocktail “cavalletta”!

Conosciamo da vicino storia e procedimento del Grasshopper, cocktail dall’iconico colore verde e ideale anche come “dolce alcolico”!

Solitamente, questo cocktail si sorseggia come after dinner. E, appena entra in scena, riesce a catalizzare l’attenzione di tutti. Sto parlando del classico ma contemporaneo cocktail Grasshopper, dal nome che tradotto in italiano significa cavalletta, ma non allarmatevi, non è fatto con la farina di questi insetti, né ve ne sono pezzi all’interno caramellati o ricoperti di cioccolato. La colorazione verde è tutta merito del liquore alla menta. 

La coppa elegante in cui viene servito, la sfumatura verde ed il suo sapore dolce, lo rendono adatto ad essere gustato anche come dessert.

Grasshopper: cosa fare per farne uno a regola d’arte

Non è un cocktail complesso da ripetere a casa, l’esecuzione non richiede abilità particolari, ma la sua presentazione è davvero d’effetto. Ciò a cui è giusto far attenzione sono i liquori usati. Abbiamo già parlato della colorazione verde, e abbiamo già detto che è dovuta al liquore alla menta, che trovate sul mercato con la dicitura di Crème de Menthe.

Cos’è il Crème de Menthe e perché è importante per il Grasshopper?

È un liquore di origine francese il cui gusto è dato dalla menta piperita, assicuratevi di comprare un prodotto di ottima qualità, dove gli ingredienti usati non siano soltanto aromi artificiali, e poi mi raccomando prendete la versione di colore verde (psst, vi è anche quella di colore bianco).  A noi serve verde, dobbiamo assicurarci l’effetto cavalletta. Altro ingrediente importante è la Crème de cacao, delizioso liquore al sapore di cioccolato a latte, sceglietene uno realizzato con la migliore selezione di fave di cacao distillate e di sicuro noterete la differenza. Fate attenzione a non confondervi nella scelta, perché contrariamente a come ve lo immaginate il colore di questo liquore non è quello tipico del cioccolato, è chiaro e a noi serve proprio così. Ultimo ingrediente, ma non per importanza, a cui prestare attenzione nella scelta è la panna, che sia bella fresca. 

Ora che vi abbiamo dato una panoramica completa di cos’è, non ci resta che conoscere storia e procedimento del Grasshopper. Preparatevi ad un viaggio affascinante!

Grasshopper: storia e procedimento perfetto

Chi ha inventato il Grasshopper e perché si chiama così?

Quando si va alla ricerca delle origini di un cocktail la strada si fa sempre buia, piena di ostacoli e le certezze vacillano. Anche per il Grasshopper, come per altri drink, trovare le origini non è cosa semplice. Alcuni fanno risalire la nascita del cocktail a Philibert Guichet, proprietario del Tujague’s bar di New Orleans, intorno agli anni ‘20 del secolo scorso. Altri propendono per datare la nascita sempre a New Orleans, ma intorno al 1950 per mano di un altro barman che lavorava nel French Quarter. Riferendoci sempre agli anni ’50 pare che sia stato creato per le attrici di Hollywood, clienti abituali dell’American Roger’s Bar.

E se invece il Grasshopper fosse un cocktail europeo?

Come anticipato non è semplice risalire alle origini, un’altra ipotesi ci sposta addirittura di continente, perché per altri ancora ad inventare il Grasshopper non fu un americano, ma un londinese barman del Cytirion, che decise di chiamarlo in questo modo dopo aver notato una cavalletta durante una festa nel parco di Piccadilly Circus. Una sola piccola certezza ci viene data grazie ad una testimonianza comparsa nel libro “Der Mixologist” di Carl A. Seutter del 1909, che ce lo presenta come un drink composto da soli due ingredienti. 

È sempre affascinante immaginarsi l’atto creativo che ha portato alla composizione di un cocktail così duraturo nel tempo, anche se le fonti poi non sono sempre certe. Tra miti e leggende ciò che ci resta è la ricetta del Grasshopper, con cui possiamo fantasticare e assicurarci un cocktail dalla piacevole bevuta anche oggi. 

Un classico che ha saputo reinventarsi

Con il passare degli anni molte varianti di questo after dinner si sono fatte strada, e sono tutte bellissime da vedere, abbiamo la versione frozen con l’aggiunta di ghiaccio tritato (Frozen Grasshopper); o con l’aggiunta di vodka (Flying Grasshopper); o con la crème de cacao scura (Brown Grasshopper); o con due parti di gin, una di brandy e crème de menthe come ordinato da Robert De Niro nel film Ronin del 1998 (Ronin Grasshopper); o servito in una coppa Martini (Martini Grasshopper). Insomma ci si può sbizzarrire come si vuole, potete anche aggiungere del gelato alla vaniglia, così da trasformarlo in un vero dessert. 

La ricetta ufficiale del cocktail Grasshopper

Ora vi lascio la ricetta classica e come sempre per le dosi ci affidiamo a quella ufficiale IBA (International Bartenders Association).

Ingredienti
(dosi per 1 cocktail)

20 mL Crème de Cacao (Bianca)
20 mL Crème de Menthe (Verde)
20 mL Panna Fresca
1 Shaker
1 Strainer e 1 colino a maglie strette
Ghiaccio q.b.
1 coppetta da cocktail
Foglie di menta per guarnire

Procedimento

Versate tutti gli ingredienti nello shaker, ma senza ghiaccio ed iniziate ad agitare per qualche secondo, questo vi consentirà di avere un cocktail ancora più setoso. A questo punto aprite lo shaker, versate al suo interno il ghiaccio fino a riempirlo per tre quarti e richiudetelo. Agitate molto energicamente per qualche secondo. Poi filtrate tutto tramite lo strainer ed il colino nella coppetta da cocktail raffreddata. Per guarnire, foglie di menta fresca, ma se vi piace potete aggiungere anche qualche ricciolo di cioccolato.

Buon dessert alcolico!

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