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Poke: la versione giapponese col tonno in sashimi

Il poke è un piatto tradizionale hawaiano che negli ultimi anni ha guadagnato un’incredibile popolarità in tutto il mondo. Ci sono diversi motivi dietro questo successo. Sicuramente, è grazie anche alla contaminazione di diverse culture e al fatto che si tratta di un pasto fresco. Inoltre è veloce da preparare, versatile e super personalizzabile. Questa versione che vi presentiamo di seguito è un poke con tonno in sashimi. Si adatta benissimo ai primi caldi, a patto di avere una materia prima freschissima e di valore. Vediamo insieme tutti gli step da seguire: non sono molti, ma c’è bisogno di cura!

Poke: dove e quando nasce uno dei piatti più instagrammati del mondo

Il poke è ormai la scelta preferita di coloro che amano piatti dal sapore esotico, anche per fotografarli e intragrammarli. Ma qual è la sua storia? Si tratta di un piatto molto antico. La sua nascita si attesta circa nel 400 d. C.e arriva dalle Hawaii, le famose e bellissime isole che costituiscono un arcipelago di natura vulcanica e che sono collocate nell’Oceano Pacifico centrale: siamo vicini ai Tropici e ad equa distanza dalla California e da Tahiti.

Poke: la pronuncia esatta del piatto nato per conservare il pesce

La sua pronuncia è qualcosa di molto simile a poh-kei, che in hawaiano significa “tagliato a pezzi”. Infatti, l’ingrediente principale di questo piatto è il pesce locale fresco, tagliato a listarelle e successivamente unito ad altri ingredienti. I pesci utilizzati nei poke tradizionali erano (e sono ancora!) il polpo locale e quello che viene chiamato ahi tuna, banalmente dell’ottimo tonno a pinna gialla. Successivamente, questi tocchetti di pesce venivano marinati con sale marino, alghe locali e quelle che vengono chiamate noci kukui (note anche come noci delle Molucche). Come guarnizioni: olio di sesamo, cipolle ed altri ortaggi selvatici reperiti in giro.

In origine, quindi, il poké era più che altro un modo per conservare il pesce fresco attraverso le marinature e le salamoie: non essendoci freezer, frigoriferi, modi di refrigerare, era il modo più “sicuro”per far durare un po’ di più il pescato e beneficiarne per qualche giorno

Poke: partendo dalle Hawaii ha ormai conquistato tutto il mondo

La storia scorre e – al giorno d’oggi – almeno una parte del mondo ha accesso alle tecnologie che ci permettono di non dover far più ricorso a questi metodi per necessità, ma soltanto per il puro piacere di farlo. E quindi, anche il poke si è evoluto di conseguenza.

Il poke tradizionale hawaiano ha dunque cominciato a viaggiare e ad arricchirsi di ingredienti esteri grazie all’influenza giapponese esercitata sul piccolo arcipelago: infatti, le migrazioni che dal Giappone si spingevano ad Honolulu e dintorni hanno portato la conoscenza della salsa di soia, dell’edamame, del mirin e – cosa fondamentale che cambierà totalmente approccio al poke – portarono tantissimo riso, ingrediente ad oggi imprescindibile nelle poke bowl ditutto il mondo!

Poke con tonno: la versione giapponese, col tonno in sashimi

E dunque veniamo a noi: la ricetta che vogliamo presentarvi si ispira proprio ai sapori giappo, con un pregiato tonno fresco in sashimi. Sappiamo tutti quanto i giapponesi venerino il Maguro, il tonno rosso, essendo uno degli ingredienti fondamentali della loro cucina. Così come sappiamo quanto siano meticolosi. Proprio a causa di questa enorme passione per il tonno, in Giappone esistono delle trade corporation che monopolizzano il mercato mondiale e che riescono sempre ad accaparrarsi i pezzi migliori, che poi finiscono nei mercati ittici (avete mai sentito parlare del famoso Tsukiji Market ? Era lo storico mercato del mesce di Tokyo che adesso è a Toyosu. Qui, i tonni vengono battuti all’asta per cifre anche folli. Ovviamente, il Maguro è uno degli ingredienti principali del sushi.

Poke: tonno rosso o pinna gialla?

In realtà, nei ristoranti in Giappone il tonno servito è spesso di due specie diverse. Nella fattispecie, abbiamo il Maguro, o tonno rosso di cui abbiamo parlato poco sopra, caratterizzato da una consistenza più magra, e il tonno conosciuto come pinna gialla, che invece presenta una maggiore quantità di grassi. Può anche succedere che il tonno pinna gialla possa essere erroneamente etichettato come maguro, ma tendenzialmente con questo termine ci si riferisce principalmente al tonno rosso.

La distinzione tra il tonno rosso e il tonno pinna gialla è significativa sia dal punto di vista del gusto che della consistenza. Il tonno rosso, essendo più magro, ha una carne più soda e compatta, mentre il tonno pinna gialla, grazie al suo maggiore contenuto di grassi, offre una consistenza morbida e una nota più ricca al palato.

Poke: ci siamo presi qualche libertà

Noi abbiamo utilizzato il pinna gialla per questa variante del Poke (anche per preservare un po’ le nostre tasche!) e ci scuseranno gli amici giapponesi se siamo stati meno puristi e rispettosi e lo abbiamo abbinato a sapori semplici, come il cetriolo e il mais. Abbiamo osato addirittura condirlo con una salsa al lime: gli abitanti del Sol Levante dicono che non dovrebbe nemmeno essere condito con la salsa di soia, per non rovinarne la struttura e il sapore.

Insomma, a noi è piaciuto. E poi, come abbiamo visto il poke ormai deve essere contaminato da diverse culture, quindi non abbiamo fatto nulla di illegale! Giusto?

Provatelo anche voi e fateci sapere

Poke: la versione giappo col tonno in sashimi

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Ricetta di Michela Bongiorni Piatto: piatto unicoCucina: etnicoDifficoltà: Facile
Porzioni

4

porzioni
Prep time

30

minuti
Cooking time

Ingredienti

  • 400 g riso per sushi

  • 600 g filetti di tonno per sashimi

  • q.b. aceto di riso

  • q.b. carote tagliate a julienne

  • 1 cetriolo

  • q.b. insalata riccia

  • q.b. chicchi di mais

  • q.b. semi di zucca

  • q.b sale

  • 300 g yogurt bianco

  • 1 cucchiaino olio eztravergine di oliva

  • 1 lime con scorza non trattata

procedimento

  • Cuocete il riso per assorbimento usando una quantità d’acqua salata che sia il doppio del peso del
    riso. Prima procedete a sciacquare bene il riso, poi ponetelo in cottura e coprite la pentola. Durante
    la cottura non mescolatelo mai e non aprite il coperchio. Una volta che avrà assorbito tutta l’acqua
    lasciatelo riposare per una decina di minuti, poi aggiungete l’aceto di riso (senza esagerare) e
    sgranatelo. Copritelo con un panno umido per non farlo seccare
  • Mettete il tonno su un tagliere e tagliatelo posizionando la lama di un coltello ben affilato in
    obliquo. Non deve essere parallela al tagliere. Per una resa migliore, tenete il tonno in frigo per un
    po’, in modo che sia freddo quando procedete al taglio, così da facilitare l’operazione. C’è chi lo
    taglia ancora semicongelato.
  • Affettate il cetriolo sottilmente, pulite l’insalata riccia e scolate i chicchi di mais dalla loro acqua
    di governo. Sciacquate il tutto sotto acqua corrente
  • Preparate la salsa al lime aggiungendo allo yogurt il succo dell’agrume e l’olio extravergine di
    oliva, insieme a un pizzico di sale. Emulsionate il tutto, poi mettete a riposare in frigo
  • Montate la vostre ciotole posizionando il riso sul fondo, poi tutti i vari ingredienti (tonno, mais,
    carote, cetriolo, insalata) e condite il tutto con sale e pepe. Completate con
    la fresca salsa al lime e i semi di zucca, per dare un elemento più croccante al palato, e servite
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