Il pollo ripieno mi porta alla mente le giornate di festa da celebrare intorno al tavolo con tutta la famiglia. La ricetta del pollo ripieno è intrisa di segreti: è giunto il momento di svelarli.
Un piatto opulento in ogni sua forma, barocco se volessi azzardare un paragone con il mondo dell’arte.
In realtà l’uso di farcire volatili con altre carni è molto antico. Era uso già presso i romani che riservavano questa pratica per i banchetti d’onore dei patrizi ed è continuata nel medioevo quando sulle tavole della nobiltà si poteva facilmente trovare un cappone ripieno di lepre a sua volta ripiena di piccione e così via… insomma, una matrioska di ripieni!
Ad oggi, l’uso di farcire animali con ingredienti appositi non è mai passato di moda.
Cuocere un pollo alla perfezione può farci incorrere in flop senza molti giri di parole. Ci sono almeno due operazioni importantissime per un pollo cotto a puntino. La prima, consiste nel marinare il nostro pollo:
Se non abbiamo modo e tempo di marinare il pollo, possiamo procedere con un’attenta cottura del pollo. Il trucco è disidratare la pelle ad una temperatura controllata per diverse ore, cuocendo le carni del pollo senza strapazzarle: le fibre della carne, così, non si strizzeranno in maniera esasperata, l’umidità (il vostro peggior nemico!) non farà danni ed il risultato – vi garantisco – sarà un pollo succoso ma dall’esterno croccante.
Una cottura adatta del pollo non soltanto è necessaria per avere un piatto gustoso, ma anche in termini di sicurezza alimentare: le carni devono essere di un bianco traslucido, con una temperatura al cuore al di sopra dei 65°C. Questo ci permetterà di azzerare il rischio per la salute, rischi che sono concreti con le carni di pollame crudo.









