pasta alla norma. le melanzane fritte rendono perfetta questa ricetta

Pasta alla Norma: il segreto è friggere le melanzane alla perfezione

La Pasta alla Norma è il celebre piatto della cucina siciliana che con la sua (apparente) semplicità conquista i palati: pochi e semplici ingredienti come il basilico, il pomodoro, la ricotta salata e le melanzane. 

A Catania c’è una forte tradizione di pasta alla Norma, ma al giorno d’oggi la si considera tipico di tutta la Sicilia. Le notizie sulla sua nascita sono abbastanza incerte, ma pittoresche.

Etimologia della pasta alla norma: Bellini e La Scala di Milano. Un’opera d’arte in tutti i sensi

Secondo alcuni, il riferimento sarebbe da attribuire alla celebre opera di Bellini, La Norma appunto, che il 26 Dicembre 1831 debuttò alla Scala di Milano: lo stesso giorno in cui, secondo la leggenda, uno chef siciliano avrebbe creato il piatto ispirato a tale evento. Secondo altri il termine “norma” si riferirebbe ad una preparazione fatta a regola d’arte, seguendo tutte le regole. 

E quali sarebbero, queste regole per rendere la “norma” una pasta coi fiocchi? Un indizio sta nella frittura delle melanzane:

Di sicuro, una delle regole da cui non si può prescindere nel preparare la pasta alla Norma è quella della frittura delle melanzane (tipicamente, la Violetta Palermitana dalla polpa tenera e gustosa).

In giro troverete mille ricette, in cui le melanzane vengono prima fritte e poi aggiunte al sugo. Ma  perché? Perché prima bisognerebbe friggere gli ortaggi e poi perdere tutta la croccantezza ributtandoli successivamente nella passata di pomodoro?

Non sarebbe meglio, invece, friggere le melanzane, tenerle da parte e poi aggiungerle alla fine, in modo che l’elemento scrocchiarello rimanga sulla forchetta ad ogni boccone?

Vi spiego come rendere le melanzane croccanti, ma friabili:

C’è chi taglia le melanzane a cubetti, chi le lascia a fettine. Secondo me, in entrambi i casi il sapore dell’ortaggio in questione è troppo invasivo. Ho cercato, quindi, di friggere le melanzane per renderle croccanti, ma quasi impalpabili ed estremamente friabili, in modo che ogni boccone sia perfettamente bilanciato, senza nessun elemento che sovrasti sugli altri.

D’altronde, volendo sposare la teoria secondo cui la Pasta alla Norma deve il suo nome a Bellini e alla sua opera, è evidente che l’armonia debba essere la parola chiave di tutto il piatto.

Vi svelo come preservare la croccantezza delle melanzane:

Sicuramente, grazie al processo chiamato osmosi, salare prima le melanzane può essere d’aiuto per eliminare il loro liquido in eccesso, che come sapete è nemico delle croccantezza. Tuttavia, se siete della scuola “vanno spurgate per eliminare l’amarognolo sempre e comunque”, forse dovete rivedere le vostre certezze assolute. Non tutte le melanzane sono uguali e non tutte sono amare allo stesso modo; inoltre, sul sapore amaro influiscono tanti fattori: la freschezza, per dirne una, ma anche il metodo di coltivazione.

Acquistare un prodotto troppo maturo (ovvero raccolto 45 giorni dopo che le ovaie appaiono sulla pianta), che è stato coltivato all’aperto, quindi sottoposto a sbalzi di temperatura e a tempo mutevole, e in un terreno arido e non sufficientemente irrigato, farà sì che vi ritroviate nel piatto una malenzana molto più amara. L’importante quindi è sempre acquistare prodotti freschi e di qualità.

Eccovi la ricetta. 

Pasta alla Norma: il segreto è friggere le melanzane alla perfezione

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Ricetta di Michela Bongiorni Piatto: Primi, Ricette
Portate

4

porzioni

Ingredienti

  • 400 g di pasta (abbiamo scelto i sedani rigati)

  • due melanzane

  • due spicchi d’aglio

  • Olio extravergine di oliva Accomando Riserva GLC

  • 300 g di passata di pomodoro

  • basilico a piacere

  • 200 g di ricotta salata

  • sale e pepe q.b.

  • Olio di semi di arachidi per friggere

  • un po’ di farina

procedimento

  • Tagliate le melanzane a fettine (se partite dal rodotto fresco non sarà necessario metterle sotto sale, ma se volete potete farlo per aiutare la disidratazione). Riducetele poi a stiscioline, infarinatele e mettetele da parte.
  • Mettete una pentola con abbondante acqua salata a bollire.
  • In una padella fate soffriggere lentamente i due spicchi d’aglio in quattro cucchiai di olio extravergine di oliva.
  • Una volta che l’aglio sarà appassito, toglietelo dalla padella, poi buttate la passata di pomodoro, fatela insaporire, aggiungete sale e pepe, infine il basilico tritato. Fate cuocere qualche minuto.
  • Scaldate l’olio di semi fino alla temperatura di 180°C e poi friggete le melanzane infarinate, facendo attenzione che non anneriscano. Scolate le melanzane su carta assorbente e mettete da parte.
  • Cuocete la pasta, tenendo da parte un po’ d’acqua di cottura. Scolatela, saltatela nel sugo e fate mantecare, aggiungendo l’acqua di cottura se serve.
  • Servite la pasta nei piatti, poi aggiungete le melanzane fritte (potete sbriciolarle leggermente in modo da ricreare in parte la sensazione della muddica atturrata, altro grande classico della cucina siciliana).Una bella grattugiata di ricotta salata e la pasta è pronta per essere servita.

Suggerimenti

  • Per esaltare questo piatto, che ha la Sicilia nel DNA, vi consigliamo l’utilizzo dell’olio extravergine d’oliva Accomando Riserva GLC.

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