la ricetta di un buon crème caramel. Ricetta e come scegliere le uova

In Usa non si vive senza uova: facciamo un Crème Caramel!

In questa prima puntata della mia rubrica da italiana emigrata in Florida, affronterò il tema delle uova. Ne consumiamo tantissime e possono avere, come tanti altri alimenti qui, delle caratteristiche differenti rispetto alle uova vendute in Europa. E, con queste uova, viene fuori una grandissima ricetta del Crème Caramel. Leggete, e vi spiegherò perché.

Come riconoscere le uova buone in America

Confesso che da quando mi sono trasferita in USA il mio rapporto con le uova è decisamente cambiato. Figlia di una mentalità per cui “massimo 2 uova a settimana”, mi sono trovata catapultata in una realtà in cui “minimo due uova al giorno”.

All’inizio del lockdown, il primissimo alimento scomparso dagli scaffali sono state proprio le uova. Per noi, abituati ad avere confezioni anche da sole due uova, è davvero impressionante vedere nei banchi frigo negli States la confezioni minima da 6 uova, fino all’impressionante plateau da 96: qui è assolutamente normale avere una confezione da 48 uova in frigo.

Il problema delle uova negli USA

L’ondata di influenza aviaria ad oggi in corso ha creato un forte problema di reperibilità delle uova negli Stati Uniti. Oltre alla carenza sugli scaffali, c’è anche la speculazione sui prezzi, così come denunciato dalle associazioni di produttori di uova.

In USA, oltre alla quantità, anche la qualità delle uova è davvero varia

Si trovano ancora facilmente uova da galline allevate in gabbia o con mangimi di dubbia provenienza, così come biologiche allevate in capannoni chiusi.

Le principali classificazioni delle uova americane sono diverse

Le uova americane si possono dividere per freschezza, e quindi sono classificate con la lettera A o AA (se più fresche); si possono dividere per misura, da jumbo (circa 71g) a peewee (35,5g); infine, si possono dividere per tipologia di allevamento, per cui si possono trovare le seguenti categorie.

Natural, Free-Range, Cage Free. Le uova americane sono tantissime:

  1. Natural: sono uova minimamente processate, tipo quelle che arrivano dai farmers. Il che non significa molto, perché le uova sono state comunque lavate e spalmate di un velo di olio minerale per ripristinarne l’impermeabilità il più possibile (e permetterne la conservazione). Considerando che non è un alimento soggetto a grandi procedure, questa “etichetta” ha davvero poco valore, se non di marketing.
  2. Free-range, Cage Free: sono uova da galline allevate a terra. Le Free-range potrebbero essere anche da galline con accesso all’aperto, ma non ci sono obblighi, né si definisce la qualità di questo “aperto”.
  3. Certified Organic: questo è facile! Sono uova di galline allevate a terra, nutrite con cibo biologico, completamente vegetale, senza antibiotici, le quali potrebbero avere accesso a aree esterne. In questo caso USDA (il dipartimento con finalità di tutelare e far progredire l’agricoltura nel territorio degli Stati Uniti) controlla che siano rispettate le leggi.
  4. Certified Humane: Queste uova sono controllate da un terzo ente, che garantisce controlli severi sulla qualità dell’allevamento. I polli possono nidificare, appollaiarsi, scorrazzare e non sono forzati a produrre con la privazione del cibo. Questa pratica è consentita per tutti gli altri tipo di uova. Occorre specificare: Certified Humane è un bollino apposto in un angolo della confezione, generalmente si accompagna alle uova Organic, non è una categoria a parte.
  5. Omega 3 Enriched: In questo caso, i polli vengono nutriti con un supplemento di Omega 3 (una miscela di semi di lino oppure olio di pesce) che si accumula nel tuorlo. Qualcuno sostiene che abbiano un retrogusto di pesce. Per quanto mi riguarda, preferisco non correre il rischio di avere 12 uova “ittiche” e mi tengo il dubbio.

Non stupisce, quindi, che il primissimo “piatto” che ho cucinato (nel forno della nostra camera d’albergo con cucina) sia stato un Crème Caramel da portare a cena da amici.

La ricetta del Crème Caramel è servita!

Ho imparato a fare il vero Crème caramel dopo aver rinunciato a preparare quello delle bustine, che tutte le volte risultava bruciato o pieno di grumi. Oltretutto, quello vero, con uova e latte, è di una semplicità disarmante, non richiede strumenti né attenzione, solo qualche piccola accortezza.

In Usa non si vive senza uova: usiamole per fare il Crème Caramel!

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Ricetta di Elena Ninotti Piatto: dolciCucina: Europea, USADifficoltà: Media
Porzioni

4

persone
Tempo di preparazione

30

minuti
Tempo di cottura

40

minuti

Ingredienti

  • 4 tuorli

  • 2 uova intere

  • 500 ml latte intero

  • 250 g zucchero

  • q.b. scorza di limone non trattato o estratto di vaniglia

Directions

  • Scaldate il latte con lo zucchero  e gli aromi, quando è quasi a bollore spegnete e fate raffreddare.
  • Accendete il forno a 150°C o  300°F . Mettete all’interno una teglia per il bagnomaria contenente circa 2 cm di acqua.
  • Mettete lo zucchero sul fondo di una padella o in un pentolino, scaldate a fuoco medio finché non inizia a fondere, a questo punto muovete lo zucchero girando la padella o con un cucchiaio e cuocete fino a ottenere un caramello dorato. Attenzione che non bruci, altrimenti sarà amaro.
  • Versate il caramello sul fondo di uno stampo da plumcake usa e getta (o di metallo se lo avete) da circa 1 L/1,5 L oppure usate 8 stampini monodose da 125 mL. Lasciate solidificare
  • Mescolate senza montare le uova. Aggiungete il latte tiepido e mescolate con una frusta o una forchetta.
  • Filtrando con un colino (che tratterrà grumi di uova, sospensioni aromatiche e schiuma) versare lentamente nello stampo e mettete in forno dentro la teglia per il bagnomaria.
  • Mettete il timer a 30 minuti. Quando suona, aggiungete all’acqua del bagnomaria un bicchiere di acqua molto fredda. Mettete di nuovo il timer a 30 minuti. Allo scadere, fare la prova dello stecchino. Se esce pulito, il crème caramel è pronto; se risulta ancora liquido lasciate cuocere ancora circa 20 minuti e riprovate.  Considerate che rassoderà con il raffreddamento, quindi non basatevi solo sulla consistenza.
  • Una volta cotto levatelo dal forno, fatelo raffreddare e conservatelo in frigo. Più riposa in frigo, più il caramello nella base si scioglierà. Va benissimo fatto 12/24h in anticipo, ma regge tranquillamente anche 48h.

Notes

  • L’aggiunta dell’acqua fredda al BM permette di avere una crema soda e senza buchi. La temperatura del forno deve essere bassa per questo motivo. Alzatela di 10°C e vi troverete con una crema tutta bucata
  • Il caramello non richiede acqua per essere preparato. Lo zucchero inizia a fondere (in realtà a caramellare) attorno ai 150°C, a quella temperatura tutta l’acqua che avete aggiunto è già evaporata. Mettere acqua rallenta solo tutto il processo, perché prima dovrà evaporare l’acqua perché possa  iniziare a aumentare la temperatura
  • Il Crème Caramel è un dolce molto veloce. Si mescolano le uova, si mettono in forno e si lascia andare. A mio avviso, molto più veloce che farlo con le bustine. E non si attacca al pentolino.
  • Con i prodotti a disposizione nei supermercati americani, viene benissimo. Uova e latte sono mediamente più buoni che in Italia. Mentre in patria dovevo andare a prendere il latte alla fattoria, in modo che fosse più grasso, col latte americano viene cremoso al punto giusto. L’unica avvertenza: usare il latte intero. Con quello parzialmente scremato, viene meno cremoso e più “plastico”. Col latte di cocco, viene un budino famoso in Brasile.

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