La tartare di pagro è un fresco antipasto che potremmo definire insolito e sorprendente. Diciamo la verità: il pagro non è pesce considerato “raffinato”. Il più delle volte gli si preferisce il dentice, con cui spesso lo si confonde. In effetti il sapore dei due pesci è molto simile, ma di solito il dentice, più costoso, è considerato più pregiato e delicato.
Con questa ricetta vogliamo dimostrare come il pagro non abbia, in realtà, niente da invidiare al suo collega VIP!
Cominciamo col conoscerlo meglio!
Pagro: un pesce che vive nel Mediterraneo

Il pagro, appartenente alla famiglia Sparidae, è un pesce di taglia media presente in tutto il Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico, e vive, da giovane, sottocosta a una profondità di 30-50 metri e da adulto si sposta verso fosse e secche a profondità che possono superare i 150 metri. Si nutre di piccoli pesci, crostacei e organismi bentonici. E’di colore rossiccio con fasce verticali di colore giallo che si alternano a fasce brune; di taglia media, ha con un corpo ovale e compresso lateralmente.
Pagro: dal punto di vista nutrizionale è ottimo!
Piuttosto magro e non troppo calorico, il pagro si presta alla maggior parte dei regimi alimentari, anche a quelli iper dietetici: ma magro non significa insapore! E’ ricco di proteine, vitamine (soprattutto la B12) e minerali (fosforo e selenio) ed è un’ottima fonte di acido eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA), acidi grassi polinsaturi semi essenziali del gruppo omega 3.
Le differenze tra pagro e dentice
Moltissime persone li confondono e pensano che siano due nomi per identificare lo stesso pesce. Anche il dentice appartiene alla famiglia Sparidae e vive nel Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico, tuttavia a differenza del pagro predilige fondali rocciosi o sabbiosi, solitamente a profondità comprese tra cinque e cento metri. La differenza più evidente è nel corpo: il dentice presenta una colorazione grigio-azzurra con punti blu intenso e neri; inoltre una testa più spigolosa e una forma robusta, molto diversa da quella più slanciata del pagro.
L’occhio allenato di un pescatore o di un appassionato riesce benissimo a cogliere queste sfumature, per tutti gli altri è fondamentale osservare attentamente le caratteristiche fisiche e il colore, in modo da non lasciarsi abbindolare in pescheria. Anche perché, ricordiamolo, il dentice costa di più, dato che è considerato più pregiato e dal sapore più delicato!
Tartare di pagro: fresca, leggera, sorprendentemente gourmet
Tornando alla nostra ricetta, una volta pulito e sfilettato il pagro vi rimane solo il compito di marinarlo, di metterlo nel coppapasta e di condirlo. E alla fine di mangiarlo! Le carni bianche e sode, consumate crude, vi faranno scendere qualche lacrima di commozione.
Sconvolgente. Buonissimo. Spettacolare!
Non vi resta che seguire passo passo la ricetta, partendo proprio dalla sfilettatura, che vi spieghiamo per filo e per segno. Pronti?


