Oggi parliamo di Spritz, vi va?
È il cocktail più richiesto in ogni momento dell’anno, che siate in riva al mare o in città, al vostro tavolo e in quelli adiacenti, ci sarà sempre qualcuno pronto a farsi un aperitivo con lo Spritz. Ma cosa sappiamo di questo drink?
Storia e origini dello Spritz. La sentite una certa assonanza con “spruzzo”?
Lo Spritz era innegabilmente di moda un centinaio di anni fa, ma lo è anche ora: ha innumerevoli pregi, tra i quali la sua facile bevuta,(grazie alla gradazione alcolica ridotta), la freschezza ed un lieve sentore amarognolo. Il suo nome proviene dalla lingua tedesca, più precisamente dal termine “spritzen” che significa “spruzzare”. Come mai?
In origine, era annacquato. Storia del vino bianco e dell’incontro con l’acqua gassata
Facciamo un bel viaggio indietro nel tempo e soffermiamoci tra il Settecento e l’Ottocento: nel territorio lombardo-veneto siamo in piena dominazione austriaca.
In questa zona i soldati asburgici fanno la conoscenza dei vini veneti: sono vini così pieni di carattere e con un’elevata gradazione alcolica tanto da fargli sentire il bisogno di doverli annacquare per mitigarne l’effetto.
E fu così che iniziarono a spruzzare (spritzen) nel vino bianco dell’acqua gassata. Da quel momento in poi, in Veneto e nelle altre regioni adiacenti, la parola Spritz divenne sinonimo di vino bianco con acqua gassata (detta così, non sembra un gran complimento).
Fu però solo agli inizi del Novecento che si mise a riposo l’acqua frizzante e fu preferito il seltz (cioè un’acqua fortemente addizionata con anidride carbonica immessa con un piccolo sifone) per fare questa miscela.
Negli anni Venti arriva la svolta: lo Spritz incontra il bitter
Siamo ancora alla versione embrionale del cocktail. A partire dagli anni Venti del Novecento, il nostro Spritz si modifica ancora: c’è l’introduzione del bitter, una bevanda alcolica con gradazione non molto alta e speziata in vario modo.
Quando il gioco si fa duro, arriva il Select
Appena entra in gioco il bitter, proprio in virtù della facilità di “caratterizzazione” dovuta alla grande varietà di erbe aromatiche, iniziano a farsi strada le diverse varianti dello Spritz, ognuna caratteristica di un preciso territorio: a Venezia, ad esempio, si preferì aggiungere il Select, un bitter a base di trenta erbe aromatiche più due ingredienti caratterizzanti come le radici di rabarbaro e le bacche di ginepro.
L’incontro con la celebrità: la versione con l’Aperol
A Padova invece si aggiunse l’Aperol, di colore arancione brillante, frutto di un’infusione di erbe, radici e arance, la cui ricetta è ancora ad oggi secretata.
La versione dello Spritz con Aperol è quella che ha preso il sopravvento in tutto il mondo, infatti è quella citata nella ricetta dell’IBA (International Bartenders Association), cioè la Bibbia dei cocktail, per intenderci. Ed è la versione che in molti riconducono al “bere miscelato” italiano.
Lo Spritz è un cocktail fantastico non soltanto per il suo sapore e la sua gradazione alcolica contenuta, ma anche per la varietà dei vini che possono essere utilizzati per comporlo. Ad esempio, se andate in Friuli-Venezia Giulia vi sarà facile trovare Spritz con la presenza di vino Tocai Friulano, invece nel padovano si preferisce usare il vino bianco frizzante, in laguna si usa anche il vino bianco fermo e nel trevigiano si va di Prosecco.
Posto che vai, Spritz che trovi, proprio il caso di dirlo.

Come si fa lo spritz? Storia di una ricetta classica
Prendiamo la ricetta più conosciuta di tutte, quella codificata dall’IBA e prepariamo insieme un Aperol Spritz.
La lista degli ingredienti è davvero breve, ve ne occorrono solo tre:
- 9 cl di Prosecco;
- 6 cl di Aperol
- 3 cl di Soda
Per guarnire, una fettina di arancia. Per il servizio il nostro consiglio è di utilizzare un calice da vino; la forma di questo bicchiere vi aiuterà a preservare le bollicine e a concentrare l’aroma, inoltre grazie alla presenza dello stelo la temperatura del cocktail si terrà più bassa e per più tempo. Durante la preparazione del drink cercate di mantenere il bicchiere per lo stelo, in questo modo non sporcherete il calice, che resterà sempre pulito e senza impronte: si tratta di un cocktail fresco, elegante, senza tempo.
Seguire l’ordine degli ingredienti riportati per preparare l’Aperol Spritz è funzionale alla buona riuscita del cocktail
Vi spieghiamo subito perché: in questo modo si evita che il Prosecco vada a stratificarsi sull’Aperol; inoltre, si conserva e massimizza la frizzantezza della soda, che altrimenti andrebbe a “sgasarsi” prima del tempo.
Tutto questo darà modo al nostro cocktail di bilanciarsi in maniera adeguata, senza agitarlo. Inoltre, gli consentirà di cambiare gusto ad ogni sorso; infatti l’Aperol Spritz è stato pensato e strutturato volutamente così, con l’intento di offrire ad ogni sorso sfumature di gusto diverse, talvolta più amarognole, altre volte più erbacee.
Select, Bitter Campari, Hugo e non solo. Oltre alle varianti regionali, quando si parla di Spritz si apre davvero un mondo
Come abbiamo accennato in precedenza a Venezia è famoso il Select Spritz, fatto con il prosecco, bitter Select, la soda o selz, e guarnito con un’oliva verde.
Poi abbiamo il Campari Spritz, fatto con il Bitter Campari, prosecco, soda o seltz e guarnito con fetta di arancia. Molto famoso è diventato anche lo Hugo Spritz fatto con lo sciroppo di fiori di sambuco, prosecco, soda e guarnito con foglie di menta e buccia di limone.
Lo Spritz è un cocktail creativo
Le varianti non finiscono mica qui, ce ne sono per tutti i gusti, abbiamo quelle con gli sciroppi alla frutta o quelle con i liquori agli agrumi e chissà quante varianti, anche di un solo cocktail bar, ci saranno.

Vi diamo una panoramica veloce di quelli che abbiamo trovato in giro noi. Lo Sherry Spritz, ad esempio, è fatto con liquore allo cherry, prosecco, soda e guarnizione di ciliegia; il Limoncello Spritz è eseguito con liquore limoncello, prosecco e Ginger Ale, guarnito con foglie di menta in foglie e buccia di limone; il Fragola Spritz viene proposto con sciroppo alla fragola, prosecco, soda e guarnito con fetta di limone e fragole; il Passion fruit Spritz viene fatto con sciroppo di passion fruit, zucchero liquido, prosecco, soda e guarnito con fetta di mango; il Cranberry Spritz invece viene miscelato con sciroppo di cranberry (cioè un succo concentrato di mirtillo rosso), prosecco, soda e guarnito con mirtilli freschi; nel Violet Spritz abbiamo liquore di violetta, prosecco, soda, ed è guarnito con le more; il Granatina Spritz contiene sciroppo di granatina, prosecco, Ginger Ale, ed è guarnito con melagrana.
Last but not least il Pirlo, questo nel caso vogliate fare uno Spritz senza usare soda o selz, e infatti viene fatto solo con vino bianco fermo, bitter Campari e acqua minerale gassata.
Vi è venuta voglia di Spritz? Speriamo di sì, raccontateci le vostre varianti preferite e… buon aperitivo a tutti!

