Un cucchiaino nella bottiglia di spumante è davvero l’arma vincente per preservare le frizzanti bollicine? Mettetevi comodi: la verità è a due passi da voi!
Quante volte subito dopo una festa avanza una bottiglia semi vuota di uno spumante o qualsivoglia alcolico frizzante che si vuole conservare preservando le bollicine? Arriva, così, in soccorso l’amico di turno che suggerisce la bizzarra pratica di mettere un cucchiaino nella bottiglia prevenendo così la fuoriuscita dell’anidride carbonica.
Identikit del cucchiaino
Cominciamo ad analizzare questa abitudine molto diffusa prendendo in esame i materiali che compongono i cucchiaini. In questo modo, capiamo subito che qualcosa non torna e che, quindi, forse questa abitudine non è nient’altro che un mito da sfatare.
Acciaio e ferro hanno il potere di bloccare la fuoriuscita di CO2?
Un cucchiaino standard, di quelli da tè o da caffè, può essere composto da due materiali principali: acciaio, che è una lega di carbonio e ferro. In altri casi, può essere composto di argento, un metallo prezioso che subisce ossidazione, la cui manifestazione più tipica è la formazione di una patina scura e opaca. Sì, proprio quella che gli amanti dell’argenteria si affrettano a rimuovere con prodotti appositi. Nessuno dei materiali menzionati può adsorbire o bloccare la fuoriuscita di anidride carbonica. Vediamo perché!
La danza delle molecole che rimbalzano sul metallo del cucchiaino: tutta la verità
Qualcuno, in giro per il web, afferma che le molecole responsabili dell’effervescenza delle bevande siano capaci di “rimbalzare” sul metallo del cucchiaino e quindi di restare “intrappolate” nella bottiglia. Basterebbe già questo a capire che, forse forse, non ci sono grandi evidenze scientifiche. Andiamo a conoscere da vicino la principale causa dell’effervescenza delle bevande.
Chimica dell’effervescenza delle bevande:
L’anidride carbonica ( CO2) è la molecola responsabile dell’effervescenza. Si tratta di un gas che tende ad andare via dal liquido per equilibrarsi con il sistema che si è aperto. Tendenzialmente, le bevande effervescenti con CO2 – che sia champagne, spumante, oppure birra, o ancora bibite analcoliche frizzanti come vari tipi di cola, aranciata e ancora – prevedono questo gas disciolto in acqua.
La vera arma per bloccare la CO2 è solo una: il tappo!
La molecola di CO2 tende a legarsi debolmente con quelle dell’acqua, per poi allontanarsi, legarsi di nuovo in un loop continuo. Questa tendenza del gas a liberarsi può essere bloccata solo richiudendo il sistema. Detto più semplicemente, tappare del tutto la bottiglia is the way.
Il percorso della CO2 nella bottiglia di spumante:
Nella fase gassosa, cioè quando la CO2 non è legata alle molecole di acqua, questa tende a risalire. Se la bottiglia è ben chiusa, le molecole si bloccano nello “spazio” che c’è tra la superficie dell’acqua e l’apice del sistema di chiusura del nostro recipiente/bottiglia . Se la bottiglia/lattina/recipiente è aperto (e quindi, le molecole di CO2 sono in grado di risalire del tutto), il liquido si sgasa; ricordate che tanto più la temperatura è alta, tanto più velocemente la nostra bevanda tenderà a sgasarsi.
Nonostante basti una bottiglia ben chiusa per preservare le qualità delle bollicine, c’è ancora chi cerca di trovare astrusi e fantasiosi metodi per impedire al nostro spumante di sgasarsi.
Tuffiamoci in un esperimento! Proviamo davvero ad usare il cucchiaino nella bottiglia della nostro spumante
Dicevamo, questa spiegazione non soddisfa appieno lo scienziato che è in noi. Quindi, per rispondere definitivamente al dilemma sull’utilità del cucchiaino nella bottiglia di spumante – o di qualsiasi bevanda gassata – è d’obbligo ricorrere a dati certi come quelli raccolti da un esperimento molto rigoroso.
Su questo tema diversi sono stati gli studi ma il più valido è quello condotto dal Comitato Interprofessionale del Vino di Champagne (CIVC), sulla rivista di riferimento Le Vigneron Champenois.
Lo studio prevedeva, nell’ordine:
- l’utilizzo della stessa vinificazione (quindi lo stesso vino frizzante),
- la misurazione della pressione iniziale (che doveva essere la stessa),
- l’apertura delle bottiglie nel medesimo modo, la rimozione della stessa quantità di liquido versato nella medesima maniera.
Successivamente, una parte delle bottiglie è stata sigillata con tappi di materiali differenti, così come cucchiaini di diversa lega. Altre bottiglie sono state lasciate aperte, senza alcun cucchiaino o tappo.
I risultati supportano la teoria che abbiamo formulato prima: cioè che apporre un cucchiaio nel collo della bottiglia porta ad una diminuzione molto alta (circa il 50%!) della pressione iniziale dopo soli 2 giorni.
Ve lo spieghiamo anche con altre parole: è pressoché lo stesso risultato che si ottiene lasciando una bottiglia senza tappo per 2 giorni.
Tutto cambia, invece, semplicemente chiudendo con un tappo: questo permette di perdere solo una parte irrisoria dell’anidride carbonica contenuta nella bevanda.
Quindi, ancora una volta, un cucchiaino aiuta a preservare l’integrità delle bollicine?
La nostra domanda, quindi, riguardo l’efficacia del cucchiaino in una bevanda frizzante aperta è ormai risolta: porre un cucchiaino a mo’ di tappo in una bevanda frizzante aperta (come champagne, spumante o altro) non apporta assolutamente nessun beneficio.
Per preservare la fuoriuscita di CO2 dalla bottiglia basta un bel tappo ermetico:
Il modo più efficace per bloccare la fuoriuscita del gas è l’utilizzo di un tappo ermetico, oppure riutilizzare il tappo dopo aver inciso un cuneo sullo stesso per renderlo “adatto” alla forma del collo della bottiglia. Volendo, ci sarebbe anche l’opportunità di travasare il liquido dalla bottiglia iniziale ad una bottiglia più piccola, cercando di riempirla tutta e successivamente apporre un tappo: in questo modo la fuoriuscita di anidride carbonica è ulteriormente limitata. Infatti, si va a creare un equilibrio tra la fase solida e la fase gassosa, limitando la dispersione dell’anidride carbonica fuori dall’ambiente.


