Forever chemicals: cosa sono le “sostanze eterne” che restano sui cibi

Notizia di pochissimi giorni fa è che l’Unione Europea ha deciso di adottare regole più severe nei confronti dei così chiamati “forever chemicals, cioè quelle sostanze che non si degradano col tempo e che si sono dimostrate pericolose per l’ambiente e l’uomo. La notizia ci riguarda, ovviamente, da un punto di vista strettamente alimentare: le sostanze forever chemicals sono presenti nei cibi o nelle confezioni di essi con cui abbiamo a che fare tutti i giorni. E l’UE ha stabilito che saranno quattro (pochino, a dire il vero) ad avere una regolamentazione più severa.

Le forever chemicals sono tantissime

Sono state censite circa 4700 sostanze che non si degraderanno mai. Vengono utilizzate per tantissime cose e, oltre al rischio di poter essere ingerite attraverso gli alimenti, possono anche essere trasmesse al nostro corpo tramite il contatto con la pelle.

In breve: cosa sono le forever chemicals (alias, PFAS) e perché ci preoccupiamo?

Le PFAS (nome esteso, sostanze perfluoroalchiliche) sono note alle cronache sin dalla metà del secolo scorso. Si tratta di sostanze a contatto con gli alimenti (spesso utilizzate come imballaggi o per conservazione) e che tendono ad accumularsi nell’ambiente. Significa che non si smaltiscono. E così come si accumulano nell’ambiente, si accumulano anche nel nostro organismo, per sempre. Alcune tra queste sostanze si sono rivelate nocive: possono provocare danni a diversi organi, come il fegato, così come contribuire alla probabilità di insorgenza di tumori.

Dove si trovano le PFAS?

Le PFAS trovano un largo impiego in una moltitudine di oggetti della nostra vita quotidiana. Queste sostanze sono impiegata nei rivestimenti antiaderenti di pentole e padelle. In dosi massicce, sono presenti in numerosi packaging dedicati al mondo del fast food. Ne ritroviamo anche negli incarti dei popcorn, quelli da riscaldare al microonde.

Perché si usano le PFAS?

Citeremo solo alcuni degli utilizzi di queste sostanze in campo alimentare. Ad esempio, vengono utilizzate per le loro proprietà in grado di creare delle barriere, aiutando i packaging a controllare la fuoriuscita di cibo: è il caso, ad esempio, dei packaging dei fast food. Grazie alle proprietà “impermeabili” di queste sostanze, ad esempio, ci permettono di trasportare un panino molto unto senza che questo ci si sbrodoli tra le mani.

Perché le PFAS fanno male alla salute?

Sull’ambiente, i risultati delle PFAS sono ben noti: contaminazione dell’acqua potabile e del suolo, senza possibilità che queste sostanze si degradino o che svaniscano. Dal punto di vista strettamente di salute umana, alcuni test hanno indicato anche che le PFAS contribuiscano ad aumentare il colesterolo, ad indebolire le difese immunitarie, oltre a contribuire all’insorgere di danni ai reni, fegato e apparati riproduttori.

Come si possono evitare le PFAS?

Molte, moltissime cose ci espongono al contatto continuo con le PFAS. Ad oggi, l’unico modo per evitare in qualche modo il contatto è acquistare prodotti che portano in etichetta, ben specificato, che essi sono privi di PFAS.

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