La fregola sarda (Sa Fregua, Sa Fregula) è un tipo di pasta tra le più antiche di cui si abbia notizia. Prodotta in Sardegna da almeno 1000 anni, si hanno notizie della sua esportazione già dal 900 d.C. Abbiamo buone ragioni per pensare che abbia viaggiato, in tutti questi secoli, letteralmente per tutto il Mediterraneo.
Di sicuro, la parentela con il più noto cous cous è davvero ben visibile; da quest’ultimo si differenzia però per i grani più grandi e irregolari.
Caratteristiche della fregola sarda
- La semola: assolutamente non deve essere rimacinata, non otterreste neppure il più piccolo granulo di impasto. Va usata una semola di grano duro, punto.
- L’acqua deve essere portata a bollore, leggermente salata. Lo zafferano è facoltativo, se trovate solo quello in polvere desistete.
- La lavorazione: il gesto è semplice, la mano mescola la farina con un movimento circolare. Le dita non devono effettuare alcuna pressione, semplicemente mescolare la farina, che bagnerete con poca acqua alla volta.
- Tostatura o non tostatura? Questo è il problema. Più che tostatura, è un’essiccazione e serve a conservare la fregola per usi futuri. In estate, basterebbero un paio di ore di esposizione al sole con la fregola coperta da una mussola leggera, se ne avete le condizioni ovviamente. In inverno/autunno ci si aiuterà con il forno. Nel mio caso, preparando la fregola, ho portato il mio forno alla temperatura massima (250°C), ho informato la fregola ben distribuita su una teglia foderata con carta forno, ho fatto passare un paio di minuti e poi ho spento il forno lasciando la fregola all’interno per un’ora circa.
Il condimento perfetto: broccoli e spinaci
Ci siamo discostati, in questa versione, dal condimento classico della fregola, fatto di pomodori.
Abbiamo usato broccoli e spinacini per fare e un condimento “espresso”: andiamo a vedere, quindi, come cucinare la fregola con broccoli e spinaci!
[Crediti | Foto e Procedimento di Rosa D’Anna per Gastronomica-Mente, 2022]












