Halloween ricette e curiosità da scoprire

Halloween: ricette e curiosità che non conosci

Sarà che appartengo ad una generazione diversa, ma Halloween non mi è mai apparsa una festa così divisiva. A questa bizzarra bagarre, ho fatto caso soltanto crescendo: le varie fazioni si scontravano, tra gli “integralisti” della morale italiana e i “globalizzati”, che invece apprezzavano la festa estera. Tutti sembravano accomunati da un’unica cosa: si soffermavano soltanto sulla superficialità di Halloween, ignorando curiosità storiche e tante altre ricette che hanno reso questa festa famosa a livello globale.

Halloween: un rituale molto più complesso di quello che immaginiamo

Sebbene importante, è davvero riduttivo parlare di Halloween come una festa nata nel Medioevo, così come è sbagliato ridurre il Medioevo ad un’epoca oscura. Halloween – sebbene i detrattori vogliano far passare il contrario – e in generale le festività e le celebrazioni legate al passaggio dall’estate all’inverno e dalla vita alla morte risalgono agli antichi culti pagani del Mediterraneo, giusto per restare vicini ai nostri progenitori. E gli studiosi hanno ottimi motivi per pensare che festività del genere avvenissero in Medio Oriente, in Mesopotamia, così come in America centrale.

Se diamo credito, quindi, a questa pista, Halloween non è altro che una delle feste che ha avuto più risonanza a livello mondiale, e che ha il compito di “traghettarci” dall’estate all’inverno, oltre che di rinsaldare il nostro legame col mistico e con l’aldilà.

Halloween: un mix di ricette e curiosità che non conosci

Halloween è di sicuro la festività che ha più risonanza, ma sarebbe un grande errore relegare il tutto ad una “festività di stampo americano importata il secolo scorso”.

Per questo motivo, oltre Halloween, vi parleremo di feste tradizionali di alcune parti d’Italia e del mondo, che condividono lo stesso spirito e lo stesso impianto. Il risultato è un mix di ricette e curiosità su Halloween e festività simili che molti tra noi non conoscono. Dalle semplici ed irriverenti ricette americane, alla complessità del Dìa de los Muertes, alla Festa delle Lucerne, al torrone dei morti napoletano, passando per le tradizioni del Nord Italia. Halloween è solo la festa più famosa, ma non l’unica.

Halloween: le ricette con la zucca, Jack ‘o Lantern & co. Ripasso dei punti fondamentali

Su Gastronomica-Mente vi abbiamo dato qualche idea per un super menu di Halloween. Tutto, sembra aver origine da lui: quel poveraccio passato alla storia come Jack-‘o-lantern, il fabbro che vendette l’anima al diavolo e costretto a vagare per sempre nel buio e nella nebbia illuminato solo da questa zucca intagliata. Che, a sua volta, sarebbe la personificazione di un fenomeno tipico delle brughiere irlandesi, il cosiddetto fuoco fatuo.

Intagliare zucche per illuminare: in Italia è tradizione consolidata

Se pensate che esista solo la leggenda del povero irlandese, vi sbagliate di grosso. In Italia, in molte regioni, è consuetudine svuotare le zucche per farne delle lanterne. Il periodo in cui si svolge questa operazione è grosso modo lo stesso: la tarda estate, al limite la metà dell’autunno. Ne ritroviamo in Sardegna, in Toscana, nel Lazio.

Ricette con la zucca per Halloween

Grazie alla facilità di coltivazione della zucca, in Italia si sono sviluppate miriadi di ricette tradizionali e non con la nostra cucurbitacea arancione: dagli gnocchi alla zucca, alla zucca marinata, alle torte ripiene con la zucca.

“Dolcetto o scherzetto” era diffuso anche nel Medioevo… anche in Italia

Grazie alle ricerche degli storici (ad esempio, lo storico Carlo Ginzburg ha pubblicato ampi volumi sui rituali di passaggio del Medioevo) siamo venuti a conoscenza di tantissimi rituali assimilabili ad Halloween e ai riti di passaggio, diffusi in Asia Minore così come in Italia.

Soprattutto nel Medioevo, erroneamente definito dai più un periodo oscuro, c’era un fermento notevole di pratiche riconducibili ai rituali di “passaggio”, cosa che in realtà Halloween è: il passaggio dalla bella stagione, ricca di frutti, ad una invernale, in passato caratterizzata da penurie e poca luce. Tutto questo è da sempre, da quando l’uomo ha coscienza di essere nel mondo, rapportato al mondo dell’aldilà; mondo con il quale, c’è da dire, noi viventi abbiamo davvero un rapporto ambivalente. Da un lato ci affascina, dall’altro ne abbiamo paura.

Halloween: in Friuli c’era qualcosa di molto simile

Torniamo ai riti del Medioevo e poco dopo, e facciamo un esempio riportato negli studi di Ginzburg. Nella zona che ad oggi corrisponde al Friuli Venezia Giulia, all’epoca, durante l’autunno era diffusa una situazione molto simile alle nostre “feste di Halloween”. Gli appartenenti ad alcune sette dicevano di potersi mettere in contatto con defunti o spiriti, e ne mimavano movenze e voci, compiendo a volte nefandezze o atti benefici. Venivano chiamati “malandanti”; erano spesso tenuti a bada (e quindi, combattuti!) dai “benedanti”, che li picchiavano con bastoni sormontati da finocchi.

… ma non solo in Friuli: casi simili esistevano in tutta Europa

Casi simili esistevano bene o male in tutta l’Europa Occidentale: giovani mascherati (briganti ed altro) impersonavano persone morte e si aggiravano nei villaggi, spesso estorcendo cibo come frutta o prelibatezze varie, pena svariati misfatti. Insomma, un “Dolcetto o scherzetto” un po’ violento, visto che all’epoca la linea sottile tra vita e morte violenta era veramente molto sottile, per usare un eufemismo. A queste scorribande, spesso era anche imputata la siccità e la sterilità della terra.

Il caso della festa di Sant’Andrea in Sardegna, che si tiene tutt’oggi

Non vi ricordano un po’ gli odierni Trick or Treat? In Sardegna, durante la festa del 30 novembre dedicata a Sant’Andrea, a Martis (Sassari), i giovani vagano per le vie del paese rumoreggiando ed incutendo timore, ed il tutto termina con bagordi sia salti che dolci.

Halloween: una variante storica è proprio in provincia di Napoli!

Una variante di Halloween si svolge da secoli a Napoli, precisamente in provincia, nella città di Somma Vesuviana (che, come ci dice il nome, sorge alle pendici del Monte Somma, una delle due vette che compone il Vesuvio). Addirittura, durante la Festa delle Lucerne abbiamo la presenza imponente della zucca, ché quindi non necessariamente vede le radici del suo utilizzo all’estero.

Questa festa – divenuta meta turistica di grido – vanta secoli di storia e celebra il passaggio dalla fertile estate al difficile inverno. Siamo in terre agricole molto attive e, quindi, tutte le ritualità legate al “passaggio” (dall’estate all’inverno, dalla vita alla morte) hanno una grande eco e vengono celebrate a dovere.

Halloween e la Festa delle Lucerne hanno in comune la zucca… e non solo

In particolare – come riporta il sito ufficiale della Festa delle Lucerne – una decina di vicoli storici del borgo vengono addobbati di lucerne fatte da artigiani locali, insieme ad altri addobbi vegetali, come rami di castagno; le lucerne vengono prodotte a partire da ortaggi svuotati… come le zucche.

La festa delle Lucerne cade un po’ prima di Halloween, ma…

Certo: la Festa delle Lucerne non cade il 31 ottobre ma tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, insomma, sul finire dell’estate, appunto per celebrare i rituali di passaggio… ma direi che le analogie ci sono, e pure parecchie.

Jack ‘o Lantern non è poi così lontano, cambiano i nomi e le leggende ma la sostanza è quella; e sono sicura che, a scavar bene, anche dalle vostre parti si troverà una variante di Halloween da raccontare.

ll torrone a forma di bara per Halloween


Dulcis in fundo, passiamo al lato sweet della questione Halloween. Sarà che sono di parte, ma dobbiamo di nuovo parlare di Napoli. Essa è sempre stata una città liminare, cioè che si pone al limite: ha una spiritualità molto grande e sente molto “vicino” il culto dei morti, tanto da adorare i trapassati e celebrarli anche una volta divenuti mucchietti di ossa (vedasi, il Cimitero delle Fontanelle). Non poteva esimersi dal celebrare, quindi, le festività legate all’Aldilà, soprattutto col cibo. E quindi, ci ritroviamo con il cosiddetto torrone dei morti, che in realtà non è altro che un torrone a forma di bara.

Il torrone dei morti, spiegato bene

Ve la spiego meglio. In tutta Italia, esistono torroni e torronifici da paura (per la bontà s’intende, e magari li esploreremo meglio insieme) ed è proprio col primo fresco che inizia seriamente la produzione. In Campania, esistono tantissime varianti del torrone, conosciuto in tutto il territorio col nome di copeta (dal nome tardolatino dato, “coppeda”, che sembrerebbe derivare da Cupido, dio dell’Amore); nel beneventano ed avellinese, è fatto con frutta secca ricoperta di miele, zucchero e cioccolato.

Il torrone a Napoli è, invece, un blocco monumentale di cioccolato, dalla forma verosimile a quella di una bara: tutto cioccolato, farcito spesso con… altro cioccolato, però di gusti differenti. Quindi, ci ritroveremo torrone dei morti al gusto nocciola (cioè: ricoperto di cioccolato e con ripieno di crema nocciola), pistacchio (con ripieno di crema pistacchio) ed altre amenità, fino alle farciture più irriverenti, come il torrone dei morti ripieno di Kit Kat o pastiglie Smarties. Lo si prepara in occasione della festa di Ognissanti e la Commemorazione dei Defunti, anche se già da quasi un decennio ne troviamo nelle vetrine delle pasticcerie già dalla settimana prima, quindi tempo per Halloween, caldo permettendo.

Alla fine, la morte è un gioco: non solo il giorno di Halloween.

Vedete? Giocare con la morte è necessario per averne meno paura possibile. Probabilmente, lo scopo di Halloween era proprio questo: e in Italia, tra una cosa e l’altra, l’abbiamo capito molto bene, soprattutto in campo gastronomico.

Conosciamo meglio ricette ed usanze di Halloween negli USA!

Negli States, Halloween è un’autentica festa, al pari del Carnevale in Italia ad esempio. Tranne per località come New Orleans, dove il Mardi Gras è celebrato con parate e costumi bellissimi, Halloween resta l‘unica occasione di travestimento nel resto degli Stati Uniti… e ci tengono così tanto che festeggiano per tutto il mese di ottobre, culminando il 31.

Halloween non è soltanto una roba per bambini, negli USA

I bambini festeggiano anche in classe, dove sono invitati a travestirsi da personaggi storici e letterari, per poi spiegarli davanti a tutti. Non solo scheletri, mummie e zombie, quindi, ma c’è molta attenzione al politically correct, quindi bandite le black faces e i costumi da indiani d’America, ad esempio. Finita la giornata scolastica, inizia la “festa” vera e propria. Interi quartieri si “barricano”, impedendo l’accesso alle auto e chi ha a disposizione un giardino lo addobba e mette a disposizione cibi salati e dolci.

I tailgate party di Halloween

Un avvenimento singolare è rappresentato dai tailgate party: in presenza di parchi o aree parcheggio, le auto possono parcheggiarsi e i bagagliai aperti divengono praticamente delle tavole dove poter banchettare.

Ricette inusuali di Halloween

Le ricette di Halloween diffuse negli Stati Uniti non sono di per sé delle cose molto complicate da fare, né utilizzano ingredienti costosi. Piuttosto, si bada a rendere le pietanze scenografiche ed assimilabili all’orrorifico. Ve ne elenco qualcuna, per darvi spunto.

Mummie di Halloween: dei würstel o salsicce vengono avvolti dalla pastasfoglia, sormontati poi da occhietti di zucchero.

Devil Eggs: uova bollite, svuotate del tuorlo e riempite con una salsa piccantina di tabasco e yogurt greco.

Lo dia de los Muertes: l’Halloween più famoso… dopo Halloween

Lo dia de los muertos si festeggia in Messico, il 2 novembre, ed è assimilabile alla Celebrazione dei Defunti che si tiene lo stesso giorno nei Paesi cristiani, solo che nel nostro caso è molto più… scenografico.

Gli spiriti dei defunti vengono accolti e celebrati con gioia: le lapidi e le tombe dei cimiteri vengono adornati con cura ed addobbi felici, viene portato pane e cibo e, sostanzialmente, si “festeggia” al cimitero. In casa, viene allestito un altare per celebrare gli antenati e questo diventa il fulcro della celebrazione. Gli addobbi vengono acquistati nel mese precedente grazie ad una miriade di mercati allestiti appositamente.

Dìa de los muertos: ricette tipiche

Agrumi, frutta dolce, carne speziata con erbe aromatiche: questi sono tutti alimenti molto graditi. Non mancano gli alcolici, come tequila e mezcal, ma anche vino e birra messicana. Sull’altare di casa, non manca il pane dei morti (fatto soltanto in questo periodo dell’anno) e teschi di zucchero (con il nome del defunto da celebrare inciso sulla fronte). Non può mancare l’acqua: i morti hanno sempre necessità di ristorarsi dal lungo viaggio.

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