Insalata di rinforzo

Insalata di rinforzo: per spezzare al meglio la cena di Natale

L’insalata di rinforzo è ricetta ricca di verdure, senza la quale non si apparecchiano le tavole partenopee alla Vigilia di Natale. Opulenta, ricca di sapori e abbondante di ingredienti: queste sono le sue caratteristiche principali… come se a Natale mancasse l’abbondanza.

Nascita dell’insalata di rinforzo.

L’insalata di rinforzo risale circa al 1800, quando il Cavalcanti la descrisse nel suo libro Cucina teorico-pratica (1837), denominandola caponata. Niente a che vedere con la preparazione che conosciamo oggi, ovviamente!

Questo è un piatto tradizionale che spesso costituisce una delle portate principali del menù natalizio. L’ingrediente più importante è il cavolfiore, quelli complementari i sott’aceti, insieme a papaccelle (peperoni napoletani), capperi, acciughe e olive.

Che sia un’insalata, è ok. Ma perché “di rinforzo”?

Perché è chiamata di rinforzo? Esistono almeno tre spiegazioni.

Insalata “che si rinforzava” man mano.

Per alcuni è perché veniva preparata per la vigilia di Natale e rimaneva un piatto di accompagnamento per tutte le festività che portano sino al Capodanno. Da qui il rinforzo, dato dall’inserimento degli ingredienti mancanti, man mano che si consumavano.

I capperi, le acciughe e l’aceto

La seconda spiegazione è legata al cavolfiore. Questo elemento principale pare andasse rinforzato, dato i suo sapore delicato, con l’aggiunta di altri ingredienti di carattere come i capperi, le acciughe e l’aceto.

Insalata che “rinforzava” la cena

La terza e ultima ipotesi è legata alle pietanze che venivano servite durante la cena della viglia, durante la quale si mangiava di magro, solo pasta e pesce, e quindi l’insalata serviva per l’appunto al “rinforzo” della cena, proprio con lo scopo di renderla corposa.

Insalata di rinforzo: la nostra versione

Noi ne abbiamo fatto una nostra versione e non la chiameremo di rinforzo, dato che ormai, perlomeno sulla maggior parte delle nostre tavole, è presente davvero qualunque cibo si desideri.

Tutt’al più, questa nostra versione potrebbe chiamarsi Insalata di Conforto, perché ci aiuterà a superare con forza d’animo le lunghe abbuffate natalizie.

Cosa abbiamo inserito in questa versione?

Immancabile ovviamente sarà il cavolfiore; sostituiremo le papaccelle con dei comuni peperoni dolci, che cuoceremo direttamente sulla fiamma della cucina, per donare una nota bruciata ma tenendoli un pochino croccanti, e friggeremo delle belle olive nere di fresco raccolto.

A questi ingredienti aggiungeremo delle belle sarde sotto sale e i cucunci, ovvero i frutti del cappero. Aggiungeremo carote, cipolline borettane, cetriolini sott’aceto e qualche verdura di stagione come il cardo.

Nella versione tradizionale è facile trovare il più delle volte l’insalata riccia, che rilascia la nota amara all’interno del piatto, ma solitamente tende ad appassirsi già dopo qualche giorno. Questo è il motivo per cui l’abbiamo sostituita con un freschissimo cardo marinato. Se voi invece voleste mettercela, potete aggiungerla di volta in volta fresca a seconda del consumo.

Vediamo nel dettaglio la nostra insalata di rinforzo… e di conforto!

Insalata di rinforzo: che conforto!

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Ricetta di Michela Bongiorni Piatto: Uncategorized
Porzioni

4

porzioni
Prep time

30

minuti
Cooking time

40

minuti

Ingredienti

  • 1 kg cavolfiore intero

  • 300 g carote

  • 100 g olive nere di Gaeta

  • 1 cardo

  • 100 g cipolle borettane

  • 80 g acciughe sotto sale

  • 200 g peperoni

  • 50 g frutti dei capperi

  • 80 g cetrioli sott’aceto

  • q.b. aceto di mele

  • q.b. olio extravergine d’oliva

  • q.b. sale

  • q.b. zucchero

  • 1 limone

procedimento

  • Lavate scrupolosamente le olive e scolatele. In un tegame versate una porzione generosa di
    olio. Fate scaldare e unite le olive. Salate e fate cuocere per circa 10/15 minuti a fuoco medio/basso mescolando delicatamente. Appena risulteranno morbide, saranno pronte. Lasciate raffreddare da parte.
  • Dissalate le acciughe tenendole a bagno nell’aceto. Pulitele bene e spinatele. Sgocciolatele e tenetele da parte.
  • Lavate bene i cucunci e teneteli da parte.
  • Lavate anche qualche costa interna di cardo. Pulitela, eliminando i filamenti esterni e
    la pellicina bianca interna. Poi tagliate a tocchetti di qualche cm e immergeteli immediatamente in acqua e succo di limone per prevenire l’annerimento dovuto ad ossidazione. Lasciate a bagno sino all’utilizzo
  • Togliete il primo manto delle cipolline borettane, lavate bene e asciugate. Sbollentatele per
    dieci minuti in acqua salata, scolatele e raffreddatele. Mettetele in una ciotola, irroratele con un filo d’olio, un cucchiaio di aceto, un cucchiaino di zucchero e ½ cucchiaino di sale. Rimestate bene e poi scolate l’eccesso. Cuocete le cipolline in padella per una ventina di minuti.
  • Lavate e pelate le carote. Tagliatele a rondelle spesse qualche cm e fatele sbollentare in un
    litro d’aceto e un cucchiaino di sale, per 6 minuti. Scolate e lasciate raffreddare.
  • Suddividete le cime del cavolfiore, lavatele e fatele cuocere in acqua bollebte per 30 minuti, affumicando con chips di legno aromatico. Togliete il cavolfiore e lasciatelo raffreddare.
  • Lavate esternamente i peperoni e asciugateli bene. Dividete in due metà ciascun peperone.
    Eliminate picciolo, placenta e semi. Cuocete direttamente sulla fiamma del fornello tenendoli con una pinza. Quando la buccia sarà annerita, toglieteli dal fuoco, spellateli e lasciateli raffreddare.
  • Siete pronti ad assemblare l’insalata. In una ciotola capiente inserite per primo il cavolfiore. Condite con olio e aceto, aggiungete il sale e amalgamate delicatamente il tutto. Prendete i peperoni, tagliateli prima a falde larghe 4/5 cm e poi a quadrotti, infine aggiungeteli nella ciotola.
  • Ora inserite uno per volta i restanti ingredienti: carote, cardi, cipolline, olive, capperi, acciughe e cetriolini sott’aceto tagliati a tocchetti.
  • Infine condite con altro olio extravergine di oliva, aceto e sale e mescolate con accuratezza al fine di non sfaldare i cavolfiori.
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