Cosa c’è da sapere sulla carne di squalo vietata:
- Si è conclusa qualche giorno fa la CITES, la conferenza internazionale sul commercio di flora e fauna, cui partecipano 160 Paesi.
- Si è tenuta a Panama.
- Questo summit si propone di dettare nuove linee guida ed individuare nuove specie da proteggere.
- I risultati dell’ultima sono stati moltissimi e tanti riguardano gli squali. Più di 50 tipologie differenti di questo grande predatore sono state protette con delibere per vietarne il commercio ai fini di lucro.
- Anche altre specie hanno beneficiato delle delibere CITES, tra le quali le rane trasparenti.
Semi-citando il quotidiano francese Le Monde, il commercio clandestino di specie animali è il “terzo mercato più redditizio del mondo”. E non stentiamo a crederlo: la compravendita di animali, che sia esso per fini alimentari oppure no, genera indotti sotterranei non da poco. La CITES si propone di mettere un freno e di “salvaguardare la biodiversità”, come dice la segretaria Ivonne Higuero. Protagonista a tutto tondo è stato lo squalo, in realtà ben cinquantaquattro specie differenti di squalo martello.
Il Giappone non è molto d’accordo sulla protezione dello squalo
La protezione di questo predatore dei mari è stata ratificata negli allegati di fine congresso ed è stata richiesta dai rappresentanti dell’Unione Europea. In particolare, l’oggetto feticcio è rappresentato dalle pinne ed alcuni tagli di carne. All’interno dei dossier, si spiega bene il perché: questi squali non sono in via d’estinzione, ma potrebbero diventarlo se non si pone un freno all’attività di lucro. Sebbene la mozione sia passata, il Giappone non era molto d’accordo. Ha fatto rimostranze, dicendosi “preoccupato per le ripercussioni economiche e sociali”.
Perché la carne di squalo è così importante per il Giappone (e per l’Asia)
Hong Kong è il mercato centrale dove si snoda tutto il commercio della carne di squalo: si calcola che valga almeno mezzo miliardo di dollari l’anno (480 e passa milioni di euro). Le pinne di squalo possono essere vendute anche a quasi mille euro al chilo. La sua presenza, nei banchetti dell’alta società “tradizionale” della Cina, rappresenta una sorta di status symbol: se c’è, significa che hai un buon posto in società. Senza dimenticare millantate proprietà afrodisiache della carne di squalo.
Si protegge l’animale oppure il commercio?
Sebbene la notizia sia stata accolta con un plauso generale, l’unica voce dissonante riguarda la ONG francese Fondation Brigitte Bardot, che ha accusato il CITES di “proteggere i commerci” e non gli animali in sé.
[Crediti | Link: Le Monde.fr]


