In questa semplice – solo in apparenza! – ricetta, vi guideremo attraverso i passaggi per creare dei gamberi fritti irresistibilmente croccanti all’esterno e succulenti all’interno. Questo irresistibile secondo piatto (ma anche antipasto, a dirla tutta!) unisce la freschezza dei gamberi di alta qualità con un rivestimento croccante che li rende perfetti per ogni occasione, dal pranzo informale a una cena elegante.
Preparatevi a conquistare il palato di tutti con i gamberi fritti croccanti, accompagnati dalla salsa rosa!
Gamberi fritti, ok! Ma quale gambero è il migliore?

I gamberi, piccoli crostacei noti per la loro carne tenera e delicata, rivestono un ruolo di rilevanza fondamentale in cucina, specie quando si vogliono presentare piatti ricercati e raffinati. Esistono diverse varietà di gamberi, ciascuna caratterizzata da specifiche dimensioni, colorazioni e habitat marini. Nel contesto del Mar Mediterraneo, regione ricca di biodiversità marina, quattro varietà di gamberi spiccano per la loro notorietà e apprezzamento: il gambero rosa, il gambero viola, la mazzancolla mediterranea e il gambero rosso.
La scelta può ricadere su diversi tipi di gamberi: scopriamoli insieme!
La selezione di queste varietà, ognuna con le sue caratteristiche organolettiche uniche, offre una gamma di opzioni culinarie in grado di soddisfare tutte le esigenze. Vediamoli uno per uno più da vicino.
Gambero rosa
Specie ampiamente diffusa, si trova sia nel canale di Sicilia che nel basso Tirreno. La sua colorazione, caratterizzata da tonalità rosa con sfumature aranciate, lo rende facilmente identificabile. Vive in habitat fangosi (a circa 200 metri di profondità, ma crescendo arriva anche a 700 metri) che contribuiscono a conferirgli un sapore marino gradevole e intenso. Queste caratteristiche organolettiche rendono il gambero rosa particolarmente adatto per la frittura completa, inclusa la testa, che ci consente di apprezzare appieno la sua complessità di gusto e il suo intenso sapore di mare.
Gambero viola
Pur presentando una colorazione di base rosso intenso, si distingue per le sfumature violacee o bluastre e per la presenza di tre dentelli sul rostro. E’una specie altamente ricercata, principalmente a causa della sua minore disponibilità sul mercato. Diffuso nella Zona Fao 37 nel Mediterraneo, il gambero viola è noto per il suo comportamento dinamico e atletico. Il suo continuo spostarsi tra le profondità del mare (raggiunge i 1000 metri di giorno, ma risale a 150 metri di notte) lo rende un soggetto più sfuggente e difficilmente catturabile. Tuttavia, questo stile di vita dinamico contribuisce a sviluppare una carne caratterizzata da una consistenza soda e “croccante”, con note leggermente dolci e raffinate. E’ ideale per essere gustato crudo o appena scottato.
Mazzancolla mediterranea
nota anche come “gamberone imperiale”, la sua dimensione è notevolmente maggiore rispetto ai gamberi mediterranei, con una lunghezza che può raggiungere i 20-25 cm in età adulta. La sua colorazione variegata, con sfumature di grigio, giallo e blu nella parte finale della coda, contribuisce a conferirle un aspetto visivamente accattivante, mentre la polpa cruda si presenta quasi trasparente. In inverno, predilige le profondità, mentre in estate si avvicina alle coste per il periodo riproduttivo. Di giorno si rifugia completamente nei fondali detritici o sabbiosi, lasciando soltanto gli occhi visibili, emergendo di notte per il nutrimento. A causa di una dieta meno selettiva rispetto ad altri gamberi, la mazzancolla consumata cruda offre carni robuste ma meno aromatiche. Di conseguenza, si rivela in tutta la sua eccellenza quando cucinata. E’ particolarmente adatta alla griglia che contribuisce a donare alle carni una dolcezza aggiuntiva grazie alla reazione di Maillard generata dalle elevate temperature.
Gambero rosso
Senza ombra di dubbio è la specie più pregiata tra tutte, facilmente riconoscibile dalla sua colorazione rosso vivo. Il più famoso è quello di Mazara del Vallo. Il gambero rosso dimostra un comportamento pigro e abitudinario. È agevole trovarlo in fondali fangosi, a profondità di 400- 600 metri, dove forma estesi raggruppamenti e si alimenta di microrganismi marini, piccoli invertebrati e krill.viene pescato sui fondali marini a circa 400 m di profondità dai pescherecci d’altura.
Alla salpata, ovvero nel momento in cui le reti a strascico vengono tirate su, nel più breve tempo possibile viene fatta una cernita e il gambero viene suddiviso in base alla pezzatura. A quel punto viene riposto nelle vaschette da un kg e immediatamente abbattuto a bordo per evitare l’uso di solfiti. Le sue abitudini alimentari conferiscono alla sua polpa una peculiare combinazione di dolcezza, cremosità e un intenso aroma di iodio: il che lo rende un ingrediente pregiato, particolarmente adatto ad essere consumato crudo.
Quindi, quale gambero sceglieremo per questa nostra frittura speciale? La scelta ricade sul gambero rosa, ma vi diciamo un segreto: un buon gambero di Mazara fritto fa resuscitare i morti!
Gamberi fritti: la panatura in questo caso parla giapponese
Oltre alla scelta del crostaceo decapode giusto, dobbiamo capire anche come fare i gamberi fritto croccante. E in questo caso, c’è un piccolo segreto: usiamo il panko! Si tratta di un tipo di pangrattato giapponese con una texture particolarmente croccante e leggera. A differenza del pangrattato tradizionale, il panko è fatto utilizzando pane bianco senza crosta, che viene cotto al vapore e quindi essiccato. Successivamente, il pane viene sbriciolato in scaglie più grandi anziché ridotto in briciole fini. Grazie a questa sua struttura, il panko non frigge ma ingloba aria. Di conseguenza, quindi, tende a far scivolare via l’olio in eccesso sugli alimenti fritti rispetto al pangrattato tradizionale. Ciò lo rende una scelta ideale per friggere i nostri gamberi, dato che dona una consistenza più leggera e croccante.
Gamberi fritti croccanti: la salsa è anni ‘80, ma rivista e corretta
Sospesa tra terra e cielo in quella linea sottile che separa il vintage dall’evergreen, la salsa rosa o salsa cocktail è ancora onnipresente nei menù dei classici cenoni di fine anno. Questa è conosciuta in America anche come Mary Rose Sauce, con il suo inconfondibile aroma di Brandy. Secondo la ricetta originale si prepara mescolando maionese, ketchup, senape, Brandy e panna; poi la si lascia riposare in frigorifero almeno un’ora prima dell’utilizzo. E’ da sempre l’accompagnamento ideale per i gamberi. E qui potreste obiettare che siamo andati sul banale. Giammai!
Noi utilizzeremo una salsa rosa di gamberi che ricorda l’originale giusto per il colore e per l’aggiunta di Brandy. Sarà una preparazione un po’ lunga, perché prima dovremo fare la bisque, ma fidatevi: ne varrà la pena!

Gamberi fritti croccanti: qual è la temperatura ideale?
Ma che temperatura al cuore devono raggiungere i nostri gamberi ? In realtà non esiste una temperatura perfetta, o meglio non ne esiste una sola di servizio, perché può variare in base al vostro gusto. Abbiamo però delle certezze: a 45°C sono ancora crudi, a 50°C sono crudini ma compatti, con una consistenza soda anche se ancora molto umida, a 60°C sono cotti ma molto molto teneri, a 70°C ben cotti e con una succosità accettabile. Oltre questa temperatura, buttateli via. Friggendoli, quindi avendo bisogno che all’esterno diventino croccanti e che non siano troppo teneri tanto da rischiare di sfaldarsi, opteremo per una temperatura di servizio sui 70°C.
Bene, è arrivato il momento di procurarsi gli ingredienti e di servire questi gamberi fritti memorabili!



