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Pastiera napoletana: quali assaggiare, tra quelle di pasticceria e panifici

Molte volte l’offerta supera la domanda per quanto riguarda la pastiera napoletana. Per questo motivo, vi offriamo una piccola guida per districarvi in questa giungla e aiutarvi a scegliere quale pastiera comprare per Pasqua 2024.

Vi siete cimentati con la nostra pastiera scientifica oppure no? Potreste non aver voglia e tempo di dedicare un paio di giorni alla pastiera perfetta, ci sta. Quindi, vi soccorriamo noi con una piccola guida all’acquisto della pastiera.

Dal mio punto di vista, sarebbe più opportuno parlare di “pastiere” e non di “pastiera”: se la sua cifra stilistica varia di casa in casa, di quartiere in quartiere, lo stesso si può declinare di pasticceria in pasticceria, di zona in zona. Vi lascio, quindi, una piccola ma gustosa selezione di pastiere napoletane, potenzialmente meritevoli dell’acquisto, per la Pasqua 2024. Ci sono giunte molte segnalazioni dai Food Hunters, molte altre le abbiamo testate lungo gli anni, oppure in questo periodo.

Le Mappe e le Guide di Gastronomica-Mente riescono a crescere soltanto grazie alle vostre segnalazioni, che ci preoccuperemo di vagliare quanto più possibile. Nella nostra guida sulle pastiere da comprare per Pasqua 2024 non c’è la vostra preferita? Inviateci una segnalazione a info@gastronomica-mente.it , potrebbe essere presente nella prossima edizione!

Pastiera: quale assaggiare e comprare per Pasqua 2024

Vincenzo Faiella Pastrychef: il giusto mix tra tradizione e classe gastronomica 

Per gli amanti del mix tra classe e tradizione gastronomica, la pastiera  napoletana proposta da Vincenzo Faiella rappresenta una scelta da non farsi scappare. Figlio d’arte in una famiglia dove la pasticceria si vive sin da bambini, Vincenzo Faiella porta sulla tavola una pastiera che non solo rispetta i canoni classici per peso e dimensioni, ma che si presenta anche in maniera elegante, con una confezione extra-lusso in bianco e oro. Si distingue per un ripieno abbondante e aromi sottili e persistenti, offrendo un’esperienza gustativa che soddisfa il desiderio di autenticità e sofisticatezza.

Sito Web: Faiella Pastrychef

Gelateria Punto Freddo: la pastiera nella versione di Luigi Fusco

Lo incontriamo anche nel capitolo sulle colombe, Luigi Fusco, che sfoga creatività e nervo tecnico anche nella produzione di ottime pastiere che rispecchiano un gusto tradizionale ma raffinato, con ottimo riscontro di pubblico. Non si va per il sottile, da queste parti, né figurativamente né praticamente: bella alta e ripiena, aromaticamente equilibrata. Merita senza dubbio l’assaggio.

Sito Web: Gelateria Punto Freddo

Raffaele Vignola: la pastiera irpina 

Con la solita “testardaggine buona” che lo contraddistingue, Raffaele Vignola sventola la bandiera irpina con una pastiera che parla il linguaggio del suo territorio. Utilizzando ingredienti rigorosamente locali, come grani autoctoni (varietà Risciola biologica), ricotta di pecora di tipo lauticada Carmasciano di altissima qualità e una profusione di aromi, tra cui il miele irpino dal caratteristico profumo floreale che emerge prepotente, crea una pastiera unica nel suo genere, senza canditi. Questa versione, ricca e speziata, si distingue per il suo colore dorato scuro, diventando un simbolo di identità territoriale. È un dolce capace di lasciare un’impronta nella memoria, affermandosi come una vera e propria dichiarazione d’orgoglio e d’amore per la pasticceria e per la sua terra. 

Cesto Bakery: la pastiera di grano firmata Catello di Maio

Che pastiera! Pare proprio il caso di dirlo: Catello di Maio, che del pane e del grano ne fa una religione, sforna una pastiera autenticamente napoletana, direttamente dalla sua Cesto Bakery, a Torre del Greco. Bella brunita, con pastafrolla sottile e all’interno molto profumata di Neroli e ripiena di grano e ricotta di pecora. Di questa pastiera, non ve ne basterà una sola tegola a nostro parere. Psst, è disponibile tutto l’anno: per veri cultori della materia.

Salvatore Gabbiano: la pastiera per eccellenza ai piedi del Vesuvio 

Salvatore Gabbiano, vice-presidente AMPI, si distingue sempre per gentilezza quando si tratta di dolci della tradizione. Per quanto riguarda la pastiera, il ripieno è preparato con grano cotto nel latte e nel burro, arricchito successivamente con fiori d’arancio e ricotta. Conserva una perfetta umidità anche a distanza di giorni dall’apertura.

Sito Web: Pasticceria Gabbiano – Dulcis in Pompei

Pasticceria Pansa: la pastiera agrumata, dalla Costiera

Agrumi: è questa più o meno da sempre la forte nota caratterizzane della pastiera proposta dalla Pasticceria Pansa, e non poteva essere altrimenti, visto il luogo di nascita. Presenta un involucro di pasta frolla elevato, che si adatta perfettamente al suo stampo, arricchito da delicate strisce di frolla disposte sulla sommità e una colorazione invitante al dorato. Questa pastiera potrebbe essere descritta con un unico aggettivo: sublime, accordandosi di fatto con la maestosità della Costiera.

Sito Web: Pasticceria Pansa

Panificio Il Buongustaio: una pastiera dall’equilibrio giovane ma saldo  

Salvatore Caccioppoli, alla guida del suo team insieme al fratello Gianluigi, propone il dolce tipico della tradizione napoletana con un guscio di pasta frolla croccante, arricchito da grano cotto nel latte e burro, completato da pasta e scorza d’arancia. Questa pastiera si presenta come un omaggio alla tradizione, realizzata con un equilibrio impeccabile tra dolcezza, consistenza e finezza. 

Sito Web: Panificio Il Buongustaio

Sabatino Sirica: la quintessenza della pastiera 

Se esistesse un modello ideale, un esempio perfetto del dolce napoletano per eccellenza, la pastiera di Sabatino Sirica sarebbe senza dubbio il punto di riferimento. Emblematica nella sua essenza, questa pastiera incarna perfettamente la tradizione partenopea: alta e riccamente farcita, trasuda artigianalità. L’involucro è leggermente più spesso del solito, èed è pensato appositamente per contenere un cuore di ripieno abbondante e delizioso. Si tratta di un dolce per coloro che ricercano la quintessenza della pastiera, in tutta la sua purezza e generosità.

Sito Web: Pasticceria Sirica

Antica Pasticceria Carraturo a Porta Capuana dal 1837: la pastiera storica

Dal 1837, l’Antica Pasticceria Carraturo a Porta Nolana è stata pioniera nel rendere la pasticceria napoletana accessibile a tutti, non più solo ai benestanti. La loro interpretazione della pastiera rappresenta l’essenza della tradizione: una pasta frolla lucida e bruna, vetrosa, che incornicia un cuore ricco e aromatico di grano e profumato d’essenza di fiori d’arancio. Questa pastiera è l’ideale per chi desidera sperimentare un ritorno alle origini della pastiera.

Sito Web: Antica Pasticceria Carraturo a Porta Capuana dal 1837

Pasticceria Pasquale Marigliano: la pastiera napoletana, col tocco francese

Con l’impronta molto identificativa del Maestro, che mescola influenze francesi e napoletane, Pasquale Marigliano propone una pastiera napoletana dal carattere unico. Si distingue per l’eleganza del suo grano, ricco e pieno, e per una crosta di frolla liscia e consistente. Perfetta per gli amanti delle versioni innovative di classici, questa pastiera invita come sempre a scoprire sapori audaci e non convenzionali.

Sito Web: Pasticceria Pasquale Marigliano

Dolcemascolo: la pastiera dalla Ciociaria, identitaria

Dolcemascolo, con la sua pastiera, porta la tradizione “oltre i confini” regionali, dimostrando come ogni zona offra la sua unica interpretazione del dolce. Questa versione si distingue per l’uso di ricotta di pecora proveniente dalla Val Comino e di farro biologico, cucinato lentamente a bassa temperatura. Si rivela un vero gioiello per gli appassionati, un piccolo lusso a portata di chi ama i dolci. E per non parlare del suo casatiello, un’altra prelibatezza che merita attenzione.

Sito Web: Pasticceria Dolcemascolo

Pietro Macellaro: la “pizza di grani antichi”, per eccellenza 

Pietro Macellaro si distingue per una pastiera che trae origine dalle sue aspirazioni gastronomiche più autentiche: quelle legate alle sue radici. La  sua versione della pastiera, che egli stesso definisce “pizza di grani antichi”, è un omaggio alla tradizione familiare dolciaria, tramandata dal nonno. Questo dolce, realizzato con ingredienti selezionati cimentano come la ricotta di bufala e il grano di tipo Carosella, è racchiuso in una delicata crosta di pasta frolla arricchita con mandorle. Questa pastiera, che si inserisce perfettamente nel repertorio di Macellaro noto per le sue eccellenze nel cioccolato e nei prodotti da forno lievitati, si distingue per il suo inconfondibile aroma e la ricchezza di sapori, simbolo di un legame indissolubile con la terra e le sue tradizioni

Sito Web: Pietro Macellaro Pasticceria Agricola Cilentana

Pasticceria Mamma Grazia: la “pizza di grano”, dell’Agro

Siamo a Nocera Superiore: qui, la tradizione pasquale prende una forma leggermente diversa con la pastiera, affettuosamente soprannominata “pizza di grano” dagli abitanti dell’Agro Sarnese-Nocerino. Questa denominazione deriva dalla sua forma più compatta e meno alta rispetto al classico dolce napoletano. Giuseppe e Pasquale Bevilacqua della Pasticceria Mamma Grazia offreonouna versione che fedelmente segue questa tradizione: una pastiera più bassa, non eccessivamente caramellata, ma incredibilmente aromatica e morbida. Più che un semplice dolce stagionale, questa pastiera si propone come una vera e propria “torta da credenza”, ideale per essere gustata in numerose occasioni durante l’anno, ribadendo che non serve aspettare Pasqua per concedersi il piacere di una fetta.

Sito Web: Pasticceria Mamma Grazia

Angelo Grippa: con ricotta di bufala, dalla Piana del Sele

La pastiera realizzata da Angelo Grippa vanta l’uso esclusivo di ricotta di bufala, ingrediente che, come abbiamo evidenziato nella nostra guida alla pastiera perfetta, arricchisce il dolce con un notevole apporto di grassi. Arricchita dall’aroma inconfondibile dell’essenza di Neroli, questa creazione offre un’esperienza memorabile per gli amanti delle consistenze importanti e pannose. Altra caratteristica di questa pastiera risiede nel grano, cotto direttamente nei laboratori della pasticceria, che mantiene una perfetta consistenza all’interno del dolce, rendendola di gusto persistente e grande aromaticità. 

Sito Web: Angelo Grippa

Scaturchio: la pastiera da conoscere al Centro Storico

Scaturchio si posiziona come uno dei marchi più ricchi di storia nel panorama della pasticceria napoletana. La sua pastiera rappresenta un vero e proprio simbolo di questa tradizione. Presentata in un elegante “ruoto” napoletano con coperchio, si distingue per la sua altezza e il profumo intenso, con una caratteristica superficie caramellata. Un prodotto ideale per chi soffre di “napolitudine”, quella mancanza di Napoli: il senso di nostalgia si attenuerà un poco aprendo la scatola.

Sito Web: Pasticceria Scaturchio

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