La Pizzeria Dal Presidente di Napoli ha avuto, indubbiamente, una capacità: ha spazzato letteralmente via la polemica sulla pizza dei Crazy Pizza a firma briatoriana e ha portato su un’ondata comune di indignazione per gli insulti omofobi pubblicati dall’imprenditore proprietario, seguiti da una grottesca serie di scuse.
Non resta che raccontare il fatto nudo e crudo così com’è accaduto. Tra il 5 e il 6 luglio scorsi, l’imprenditore Massimiliano Di Caprio, proprietario della pizzeria Dal Presidente, sita in Via dei Tribunali a Napoli (per chi non conoscesse questa strada, fa parte di quel reticolato rigurgitante trattorie e pizzerie del capoluogo partenopeo), attraverso una storia postata con il profilo Instagram recante il nome della pizzeria di sua proprietà (dettaglio non da poco: una giudizio espresso col nome dell’attività, non con il proprio personale), si esprime con linguaggio violento contro gli omosessuali, chiamandoli pervertiti ed associando l’omosessualità alla pedofilia. La storia passa, gli screenshot (arma dei nostri giorni, nel bene e nel male) restano. Ed è così che iniziano a girare, arrivando sugli schermi di chiunque: dai politici agli attivisti, alle persone comuni. Il giro degli screenshot avviene durante la notte successiva.
La Pizzeria Dal Presidente: la difesa dell’avvocato, le scuse pubbliche, il teatrino.
Come si dice a Napoli, la pezza a colore (cioè, il tentativo più che maldestro di rimettere a posto la situazione) è stata quasi peggio dell’accaduto. Se prima era terribile, adesso è forse ancor peggio, perché alla rabbia nel leggere un post simile si aggiunge anche il grottesco della difesa.
Dopo letteralmente una giornata di fuoco, con le benamate shitstorm provenienti da ogni fronte, l’imprenditore Massimiliano Di Caprio decide di difendersi e “scusarsi”. Un po’ tardino, dopo aver passato ore ad imbrattare di risposte chiunque passasse a tiro, dai politici agli utenti comuni.
Lo fa dapprima attraverso il suo avvocato difensore, Barbara Volatile, che tenta un’arrampicata livello estremo:
«Purtroppo Massimiliano non ha studiato e non è istruito, non riesce a esprimere un pensiero in italiano ed in modo corretto.”, si legge su Internapoli.it
Potremmo fermarci già qui, dopotutto, anche perché bisognerebbe spiegare al legale che non conta niente l’italiano incerto, è linguaggio violento e inumano, stop. E invece, se si poteva fare di peggio è stato fatto.
C’era da aspettarsela, c’è la videointervista: la solita sequela delle scuse, del “ho tanti amici gay” , “da vicino è più facile da spiegare”. Dalla rabbia si passa al grottesco.
La pizzeria Dal Presidente: com’è e a chi è rivolta?
Voglio fare un esercizio di distaccamento dall’orrore che provo a leggere certe cose e calarmi nei panni dell’osservatore di questo fenomeno.
Prima domanda: da dove è uscita fuori, ‘sta Pizzeria Dal presidente a Napoli?
In realtà, si tratta di un locale dalla storia consolidata. Nel 2011 il testimone è passato a Massimiliano Di Caprio, perché la precedente gestione (la storica famiglia Cacialli) non riuscì a portare avanti il lavoro.
La pizzeria, sino ad ora, ha riscosso un discreto successo. Fa parte della schiera delle pizzerie popolane napoletane: spesa contenuta per la massima resa cui aspirano gli avventori. Qui, è possibile gustare una tipica pizza napoletana (potete leggere anche con una leggera vena d’ironia, o voi che conoscete evoluzioni varie di questo disco di pasta), in un locale non particolarmente curato, tra i tanti presenti in quella strada.
Flusso di persone, ce n’è. In questa pizzeria intercettano il flusso giusto, perlopiù turisti del mordi e fuggi, che magari sono scoraggiati dalle file imperanti nelle pizzerie vicine. E Napoli, come ogni grande se non grandissima città, vede al suo interno un caleidoscopio di persone e potenziali clientele per ogni settore: clienti che dovrebbero scegliere una data attività o meno secondo il proprio potenziale di spesa.
Siccome è una pizzeria ad alta concentrazione turistica, va da sé che questi la trovino in due soli modi: passandoci davanti e “ripiegando” qui, oppure cercando banalmente su Google. Non vi aspettate che si mettano a leggere liste e liste: basta vedere qualche foto su Google, il numero di stelline su Google e, al limite, su Tripadvisor. “Consigli” veloci.
Inevitabile lo shitstorm: dai Social a Google
La shitstorm, come prevedibile, si è abbattuta anche lì. Migliaia di utenti si sono impegnati a regalare alla Pizzeria Dal Presidente valutazioni ad una stella sia su Google che su Tripadvisor, facendone crollare inevitabilmente il ranking con qualche possibile conseguenza nel breve termine.
Oltre all’essesere incivile, probabilmente Massimiliano ha saltato anche questa piccola lezione nonostante si fregi del titolo di “imprenditore”: con i consigli degli utenti ci ha costruito sopra la pizzeria che macina soldi; gli stessi utenti che, al contempo, possono flaggare una stellina e smettere di consigliare la tua attività alla moltitudine di turisti che si rivolge a questi strumenti per scegliere il posto in cui fermarsi.


