Le polpette di tonno e patate sono una delizia da portare a tavola, ideale per le occasioni poco formali, una cena tra amici oppure un aperitivo fatto bene.
Se calibrate a dovere, possono conquistare davvero tutti: l’importante è, appunto, calibrare gli ingredienti affinché non si sovrastino gli uni con gli altri. Vogliamo una polpetta che sappia più di tonno? Diminuiamo le patate! E viceversa. Dipende dai vostri gusti personali e, di conseguenza, dai vostri obiettivi.
Spesso si crede che la semplicità sia sinonimo banalità, ma non è affatto così. Con la loro morbidezza e il loro gusto incredibile queste polpette conquistano sempre tutti, e non hanno niente da invidiare ai piatti più elaborati.
Come preparare le polpette di tonno e patate per il tuo aperitivo
Fare queste crocchette con il tonno e le patate è davvero semplicissimo: la parte più complicata è lessare le patate. La cosa può sembrare banale, ma anche questo passaggio, di fatto molto semplice. prevede delle regole da rispettare: innanzitutto dovete ricordare di tenerle in un luogo buio, fresco e asciutto, per evitare che la luce e la temperatura alta facciano sviluppare germogli e le facciano avvizzire.
In secondo luogo, ricordate sempre di usare una pentola capiente, di ricoprirle di acqua fredda e di portarle a bollore per poi abbassare il fuoco.
Anche la scelta del tipo di patata incide molto sul risultato finale. Questi tuberi non sono tutti uguali, come ben sapete ne esistono moltissime varietà. Per queste crocchette avremo bisogno di patate che tendano a sfaldarsi durante la cottura, ricche di amido: la scelta migliore sono quelle a pasta bianca, adatte anche per il purè, gli gnocchi e in generale per tutte quelle preparazione che necessitano di morbidezza e cremosità
Volete anche l’idea per un contorno? Il gusto corposo del tonno dovrebbe essere accompagnato da qualcosa di fresco e leggero: proponete un’insalata, magari preparata con un bel cespo di lattuga fresco. I vostri commensali gradiranno di sicuro.
Come scegliere un buon tonno in scatola per le nostre polpette
In tutte le dispense, c’è di sicuro qualche scatoletta di tonno. A tal proposito, dobbiamo dire che il mercato è davvero vario: ne esistono di ogni fascia di prezzo e, di conseguenza, di ogni qualità.
Dedicheremo un articolo approfondito sulle varie differenze e la corretta lettura dell’etichetta del tonno in scatola, per il momento ci limitiamo a darvi solo alcune, brevi ma giuste, linee guida.
Sappiamo che ormai il tonno a pinne gialle è entrato nell’immaginario comune come sinonimo di buona qualità, ma gli organi di salvaguardia dell’ambiente suggeriscono di non abusarne, per non intaccare ancora di più la fauna ittica. Da preferire il cugino, il tonnetto striato, più sostenibile per l’ambiente. Sulla scatoletta, inoltre, è sempre impressa la zona FAO di pescaggio: da favorire, le zone di pesca FAO 61, 71, 81, corrispondenti all’Oceano Pacifico occidentale e centrale.
Tonno al naturale o con olio per le nostre polpette?
Spesso, l’olio contenuto nel tonno può essere troppo, oltre che di dubbia qualità. Vi sentiamo di consigliare quei brand che conservano il loro tonno in vaso oppure latta con olio extravergine d’oliva. Se, come nel nostro caso, dovete utilizzare il prodotto per fare delle buone polpette di tonno e patate, sarebbe ottimo riuscire a trovare tonno in scatola con meno olio, una pratica ormai abbastanza pubblicizzata. A parità di peso (o poco meno), il tonno avrà meno bisogno di essere sgocciolato per poi essere utilizzato nelle ricette.
Se volete sapere come si fanno le polpette di tonno e patate seguite i nostri consigli!
La versione delle polpette tonno e patate che vi proponiamo è più leggera, poiché la cottura avviene in forno, ma volendo potete friggerle. I due tipi di cottura hanno entrambi vantaggi e svantaggi: certamente, friggere significa aggiungere dei grassi (occhio sempre alla scelta dell’olio adatto!) e rendere l’alimento meno digeribile e più pesante; al contrario la cottura in forno aiuta dal punto di vista della leggerezza ma a risentirne è il sapore, poiché i cibi sottoposti a frittura risultano sempre più buoni e di una consistenza migliore.
Inoltre, la cottura al forno favorisce la perdita delle vitamine termolabili (in generale, acido ascorbico e numerose vitamine del gruppo B). Insomma, ora che siete consapevoli delle differenza, scegliete la cottura in base alle vostre esigenze a al vostro gusto. Vi lascio, però, una piccola chicca sulla frittura: sembra che questa ci piaccia particolarmente perché agisce su livelli multipli sensoriali del cervello: non solo si attiva una proteina – la CD36 – che è corresponsabile dell’attivazione degli acidi biliari, quindi della corretta digestione dei grassi, ma anche a livello uditivo. Infatti, è stato messo agli atti da studi appositi che anche il suono del morso su una patatina appena fritta e fragrante attiva favorevolmente il nostro cervello!
[Crediti | Foto e Procedimento di Francesca Pace per Gastronomica-Mente, 2022]








