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Caponata di pesce spada: una versione più saporita del grande classico siciliano

In vista dell’estate, vi proponiamo la ricetta della caponata di pesce spada. Questa preparazione è una variante della caponata classica. In questo articolo, vi raccontiamo tutto sulle origini, le varianti e le città che si contendono la caponata.

La caponata di pesca spada è una variante della caponata classica. Si tratta di un piatto dal sapore agrodolce, molto diffuso in Sicilia dove vede (presumibilmente) le sue radici. La ricetta originale della caponata, che conosce tante versioni diverse quante sono le città in cui la si prepara, prevedeva inizialmente – almeno così indicano diverse fonti – il capone, un pesce azzurro pregiato, tipico del periodo estivo, chiamato anche lampuga; quando però la ricetta uscì dai palazzi dell’aristocrazia, per diffondersi tra la gente comune, il costoso pesce fu sostituito con la più economica melanzana.

La caponata: primo piatto o antipasto? Meglio tutti e due!

La caponata è ottima sia come antipasto che come secondo piatto. Le melanzane fritte sono infatti accompagnate da un gustoso sughetto agrodolce fatto con capperi, olive e altre verdure di stagione. L’intingolo è la chiave del successo di questo piatto, che può essere servito sia caldo che freddo.

Esiste anche una lista completa delle versioni della caponata: ce ne sono, ufficialmente, trentasette versioni. Ma ci mettiamo la mano sul fuoco che ne esistano anche svariate altre non messe a catalogo!

Origini della caponata: una storia antica

La caponata è senza ombra di dubbio l’espressione più tipica della legge gastronomica secondo la quale i piatti partono da una base semplice e a seconda della disponibilità degli ingredienti si arricchiscono di sapori. La caponata che conosciamo oggi è sicuramente il risultato delle varie influenze subite nel corso dei secoli dalla gastronomia siciliana.

Secondo una teoria, in verità molto discussa, il nome “caponata” potrebbe derivare dalla caupona, parola con cui si indicavano la taverne degli antichi romani nelle quali si consumava una pietanza costituita da verdure condite con olio e aceto: un piatto parecchio semplice, consumato soprattutto dai ceti meno abbienti, molto diverso da quello attuale poiché le melanzane erano ancora sconosciute (non arrivarono prima del 1600) così come il pomodoro.

Accadde proprio durante la dominazione spagnola che la caponata divenne una portata più ricca, poiché arricchita con crostacei e diversi tipi di pesce, tra cui il capone di cui parlavamo all’inizio, che potrebbe anche aver lasciato il nome.

Troviamo una prima versione della caponata un poco (molto poco, in verità) più vicina alla nostra nel trattato culinario Cucina teorico-pratica (Napoli,1837) scritto dal cuoco e letterato Ippolito Cavalcanti. Egli però non parla minimamente del pesce capone, la qual cosa ci ripresenta inevitabilmente l’interrogativo precedente: qual è l’origine etimologica del termine “caponata”?

Riportiamo la cosa ad un livello puramente linguistico e cerchiamo di analizzarla. Secondo l’Atlante Linguistico della Sicilia la radice del termine (quindi cap-) si riferirebbe allo sminuzzare delle verdure e degli ortaggi. In ogni caso l’unico elemento in comune tra la ricetta di Cavalcanti e tutte le versioni successive fino ad arrivare a quella attuale è la salsa agrodolce con cui all’epoca si condiva il pesce e con cui adesso s’insaporiscono le verdure e le melanzane. Molto probabile, dunque, che il cambiamento sia avvenuto in ambito popolare dove si cercò di riprodurre la pietanza delle classi agiate sostituendo il pesce con le ben più economiche melanzane.

Origini della caponata: palermitana o trapanese?

Noi oggi vi proporremo una gustosa variante di caponata, la caponata con pesce spada. Ad oggi, quasi tutte le versioni esistenti hanno eliminato la presenza del pesce, ma siamo sicuri che con qualche tocchetto ittico la vostra ricetta assumerà un’identità tutta nuova.

Tantissime sono le varianti che nei decenni si sono affermate a seconda delle località (e spesso a seconda dei quartieri e addirittura delle famiglie). Sicuramente, la caponata più conosciuta al mondo è quella palermitana, con le melanzane tagliate a tocchetti regolari e le olive intere, schiacciate e denocciolate. Anche la ricetta trapanese è molto diffusa: fino a qualche anno fa si aggiungevano a questa variante le parti meno pregiate del tonno, prodotto facilmente reperibile in una città legata alla tradizione delle tonnare.

Il pesce spada: conosciamolo meglio… facendo attenzione!

Il protagonista della nostra variante è il pesce spada, visto che la nostra ricetta è la caponata di pesce spada appunto. Tanto vale conoscerlo un po’ di più.

Il pesce spada è un grosso pesce dal corpo allungato, più robusto nella parte anteriore. Il muso termina con un lungo rostro appiattito, il più lungo tra i pesci muniti di questa appendice.

Le dorsali sono due: la seconda è molto arretrata e piccola al contrario della prima, posta subito dietro il capo. La colorazione è bruna-scura quasi nera sul dorso e sui fianchi per divenire gradatamente più chiara sul ventre.

Nel Mar Mediterraneo è presente una popolazione stabile che si nutre di altri pesci e di calamari. La maggioranza degli esemplari catturati sono di sesso maschile. I maschi hanno una taglia media di 200 cm, mentre le femmine raggiungono i 250 cm. In ogni caso, In Italia, è proibita la cattura di esemplari di lunghezza inferiore ai 140 cm.

La pesca del pesce spada è una tradizione molto antica che affonda le sue radici nella cultura fenicia. I pescatori di questo particolare pesce utilizzano ancora oggi una tecnica molto caratteristica, ispirata dalla natura stessa del pesce. Questa tecnica, chiamata “pesca alla fiocina”, consiste nel lanciare una fiocina verso il pesce spada, uncinandolo e trascinandolo sulla barca. La pesca del pesce spada è un evento molto emozionante, che conserva tuttora un aspetto folkloristico.

I nomi dialettali in letteratura sono sempre stati un elemento affascinante. In Calabria, ad esempio, il nome pisci spata è molto più comune rispetto a quello italiano. Ma anche in altre regioni d’Italia come la Campania, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, la Puglia, la Sicilia e la Sardegna i dialetti offrono una ricca gamma di nomi per questo pesce.

Qualche curiosità sul pesce spada, protagonista della nostra caponata

Forse vi incuriosirà sapere che il pesce spada è uno dei pesci più temibili e aggressivi che si trovino in natura. Vive in acque calde e può saltare fuori dall’acqua con grande agilità. Attacca qualsiasi cosa si muova nell’acqua, compresi i sommergibili oceanografici. Pensate che nel 1987, un esemplare di 2,45 metri di lunghezza attaccò un sommergibile oceanografico a 610 metri di profondità, infliggendogli gravi danni.

Il pesce spada è una delle specie di pesce più apprezzate dai consumatori italiani. Si tratta di un pesce magro e digeribile, dal sapore delicato. Perfetto per andare a impreziosire la nostra ricetta.

La ricetta della caponata di pesce spada

Adesso vediamo come preparare la ricetta della caponata di pesce spada, una variante della caponata tradizionale che si preannuncia molto gustosa per le nostre cene primaverili ed estive!

La Caponata di Pesce Spada: dalla Sicilia con sapore

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Ricetta di Michela Bongiorni Piatto: Uncategorized
Porzioni

4

porzioni
Prep time

30

minuti
Cooking time

1

ora 

Ingredienti

  • 200 g pesce spada

  • 2 melanzane

  • 1 costola sedano

  • 1 cipolla

  • 80 g olive verdi denocciolate

  • 30 g capperi sotto sale

  • 1/2 bicchiere aceto di vino bianco

  • 100 g passata di pomodoro

  • 40 g zucchero semolato

  • q.b. olio extravergine d’oliva

  • q.b. sale

  • q.b. pepe

  • q.b. Olio di semi di arachidi

procedimento

  • Lavate le melanzane sotto l’acqua corrente e mantenendo la buccia tagliatele a dadini, non troppo piccoli.
  • Friggetele in abbondante olio di semi: quando saranno belle dorate, con l’aiuto di una schiumarola toglietele dalla padella e adagiatele su un piatto ricoperto con carta da cucina, per asciugarle dall’olio in eccesso.
  • In una casseruola versate un po’ di olio d’oliva extravergine d’oliva e mettete a rosolare la cipolla e il sedano tagliati grossolanamente.
  • Quando il sedano e la cipolla saranno imbionditi, unite le olive – denocciolate e ridotte a rondelle- e i capperi. Lasciate insaporire per qualche minuto
  • Aggiungete la passata di pomodoro, l’aceto e lo zucchero e mescolate bene; dopo una decina di minuti mettete anche le melanzane ed aggiustate di sale e di pepe. Lasciate cuocere il tutto finché le melanzane non saranno morbide.
  • Mezz’ora prima di passarlo sulla piastra, togliete il pesce spada dal frigo ed avvolgetelo con della carta da cucina per eliminare l’umidità in eccesso
  • Quando le verdure saranno quasi pronte, oliate il pesce sapda e scottatelo su entrambi i lati. Salate e pepate.
    Infine tagliatelo a cubetti e unitelo alle verdure affinché termini la cottura e si amalgami con gli altri ingredienti.
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