Fare barbecue rappresenta sempre gioia e gratificazione, soprattutto se si sa dove mettere le mani. Purtroppo, non tutti hanno la possibilità di uno spazio aperto. Qui vi forniamo una rapida guida su come fare il barbecue in città oppure condominio e, in senso lato, in tutte quelle situazioni dove potrebbe insorgere qualche “problemino”. Vi sarà utilissimo sapere tutto per evitare richiami e litigi!
Barbecue e primavera: un connubio perfetto. Arriva la bella stagione e con lei la voglia di fare una bella grigliata. Siamo tutti pronti a comprare salsicce, bistecche e casse di birra, e a goderci il sole e la compagnia degli amici.
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Eppure, prima dobbiamo studiare. No, non solo le tecniche per cucinare ciccia, pesce o verdure alla perfezione. Dobbiamo ben documentarci per non rischiare di dover pagare una multa salata o, peggio, di iniziare faide estenuanti coi vicini di casa, solo per aver deciso di accendere un po’ di carbone. Questo accade soprattutto per chi non ha giardini molto ampi a disposizione, oppure vive in un palazzo con poco spazio all’aperto (magari un balcone) e in altre situazioni dove altre persone potrebbero essere infastidite da fumo e odore.
Barbecue e regolamenti: occhio alle regole anti-smog!
Spiegare con completezza come fare un barbecue in città o condominio non è una faccenda semplicissima, anzi. Una semplice e divertente esperienza con gli amici può dunque diventare rapidamente un’esperienza da incubo. Chiedetelo a quel trentenne di Bologna che il 19 Marzo scorso ha dovuto pagare 200 euro per aver acceso il suo dispositivo di cottura a carbone, violando così le regole anti-smog della regione Emilia Romagna.
Eh già: i divieti resi necessari dall’eccesso di inquinamento nell’aria, in vigore dall’inizio di ottobre fino alla fine di aprile in quasi tutta l’Emilia Romagna, non vanno a colpire soltanto i veicoli diesel più inquinanti e le auto a benzina più datate. ma anche le povere salsicce che vorremmo grigliarci in santa brace.
Quindi occhio: se la vostra regione segue l’esempio dell’Emilia Romagna, forse è meglio che per i ponti estivi la scelta ricada su un bel panino col prosciutto!
Come fare barbecue in città o condominio: cosa dice la legge?
In ogni caso, anche se non rischiate di violare regole regionali, vi siete mai chiesti come si dovrebbe fare barbecue in città, o ancora in condominio, e come dovrebbe essere posizionato il vostro dispositivo in relazione ai balconi e alle case dei vicini? Con quali normative vi dovreste confrontare per il suo posizionamento? Di cosa dovreste tenere conto quando installate un barbecue nel nostro condominio?
obbiamo inforcare gli occhiali e leggere attentamente l’articolo 844, I comma del codice civile, che recita come segue.
Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi”.
La normativa parla chiaro: il testo verte sulla legittimità delle immissioni di fumo conseguenti all’accensione o alla cottura, che non possono essere impedite dal vicino di casa o dagli altri condomini, se non superano i limiti della normale tollerabilità. Tutto ok, dunque? Per niente.
Come fare il barbecue in casa o condominio: le sentenze
Sebbene la normativa sembri molto chiara, nella realtà dei fatti esistono sentenze estremamente differenti, quasi antitetiche. Ad esempio questa del Giugno 2010, emessa dal Giudice di pace di Torino, secondo la quale i fumi vengono considerati un disagio e pertanto da ostracizzare:
I fumi e gli odori provenienti dal barbecue, vista la vicinanza e le immissioni che la cottura è in grado di sviluppare, sono in grado di provocare un “sensibile disturbo e disagio in un’abitazione privata e contribuiscono a deprimervi la qualità della vita”, rendendo quindi applicabile la fattispecie di cui all’art. 844 del codice civile.”
E quindi? Prima di accendere un dispositivo di cottura, meglio leggere le disposizioni condominiali!
Oltre all’art.844, possono sussistere infatti ulteriori norme contenute nei regolamenti comunali e condominiali, che hanno una maggiore specificità rispetto al codice civile (si applicano al singolo Comune ovvero al singolo condominio) e possono disciplinare i rapporti tra vicini, anche in modo più coerente rispetto alla normativa dei codici. Tutto inoppugnabile e assolutamente legittimo. Un po’ pesante, però, districarsi tra mille regolamenti e codicilli!
Come fare un barbecue in condominio o città: una carrellata delle sentenze più interessanti!
Cassazione Civile, Sezione VI, sentenza del 18 gennaio 2011, n. 1064.
“Le previsioni negoziali contenute nel regolamento condominiale, avente origine contrattuale, sono costitutive, per tutti i condomini, di un vincolo di natura reale assimilabile ad una servitù reciproca”
Cassazione, sentenza del 4 febbraio 1992 n. 1195.
“I condomini, con il regolamento di condominio, possono disciplinare i loro rapporti reciproci, in materia di immissioni di fumo, anche con norma più rigorosa di quella dettata dall’art. 844 del codice civile”.
Cassazione, sentenza del 7 gennaio 2004, n. 23
“Sono legittime le restrizioni alle facoltà inerenti alla proprietà esclusiva del singolo condomino contenute nel regolamento di condominio di natura contrattuale, purché formulate in modo espresso o comunque non equivoco – sì da non lasciare alcun margine d’incertezza sul contenuto e la portata delle relative disposizioni – le norme regolamentari possono imporre limitazioni al godimento degli immobili di proprietà esclusiva secondo criteri anche più rigorosi di quelli stabiliti, in tema di immissioni lecite, dall’art. 844 c.c. Ne consegue che in tal caso la liceità o meno dell’immissione deve essere determinata non sulla base della norma civilistica generale ma alla stregua del criterio di valutazione fissato dal regolamento”.
Come fare un barbecue in condominio o città, senza correre in litigi: i nostri consigli

A questo punto della nostra disamina, vi sembrerà evidente che fare un barbecue in condominio o città sia una faccenda piuttosto complicata. Se da una parte il Codice Civile dichiara che i petulanti vicini non possono impedirvi a priori di produrre fumo, dall’altra vi obbliga a non esagerare, per non arrecare fastidio alcuno. Da un lato è sedimentata la validità di regolamenti comunali o condominiali, più limitativi della legge stessa, dall’altro le immissioni di fumo non possono essere circoscritti entro soglie universalmente riconosciute. Siamo davvero in un campo minato, poiché non esistono misurazioni quantificabili per il fumo, come i decibel per il rumore. Manca un limite preciso, verificabile, semplice oltre che immediatamente possibile da provare. Tutto dipende dalla valutazione discrezionale del giudice di pace: abbiamo quindi un limite di tollerabilità al fumo definito dal volere del giudice.
Per sottolineare il concetto, la Cassazione ha anche stabilito che non è nemmeno obbligatorio da parte del giudice ricorrere a perizie di sorta e che non è necessario aver provocato direttamente un danno, poiché basta l’attitudine della natura dei gas ad essere molesti. In pratica, se trovate un giudice di pace ambientalista, magari vegano, siete fregati. Non perdonerà né voi, né le vostre salsicce.
Quale dispositivo scegliere, se si vuole fare un barbecue in un posto abitato?
In sintesi, possiamo comunque dedurre che molti problemi derivano dai barbecue/forni in muratura, fissi. Se potete, cercate di prediligere dispositivi mobili con coperchio (kettle): è un ottimo punto di partenza. Fra l’altro, sono studiati apposta per essere accesi in poco tempo, per emettere pochissimo fumo, specie durante le cotture barbecue in low&slow e per limitare le fiammate. E hanno un comodo cesto per raccogliere la cenere, il che non guasta!

L’alternativa è sicuramente il dispositivo a gas: in questo caso è un vantaggio rispetto alle versioni “carbonare”, dato che per portarlo a temperatura non si produce fumo. E’ bene prediligere le cotture indirette, dato chesprigionano una minore quantità di miasmi.
Se per voi il carbone è però imprescindibile, rinunciate almeno alle fascine di legna che ardono per ore. Un buon cesto accenditore limita decisamente i tempi le emissioni di fumo. Esistono anche dispositivi d’avanguardia con accenditore elettrici che potrebbero fare al caso vostro!

La posizione del barbecue è importante!
Cercate di sistemate il vostro dispositivo in una zona del terrazzo/giardino che non consenta ai fumi di entrare nelle abitazioni dei vicini. Riscoprite lo scout che è in voi e iniziate a tenere conto anche del vento, affinché trasporti lontano aromi ed effluvi.
Limitare la frequenza dei barbecue sicuramente vi può mettere al riparo
Se per ogni cibo da cuocere volete accendere il barbecue, è ovvio che il vicinato possa non solo lamentarsi ma mandarvi un’intera pattuglia di vigili urbani! Evitate di preparare un brisket in overnight (per chi non è pratico dell’american barbecue: una punta di petto cotta lentamente tutta la notte a bassa temperatura) sul terrazzo sotto le finestre dei vicini, che al risveglio rischierebbero di essere fiutati da tutti i randagi nel raggio di un paio di chilometri… usate moderazione in tutti i sensi!

Andate al parco!
Se proprio i vostri vicini di casa hanno deciso di mettervi i bastoni tra le ruote rendendovi impossibile grigliare la bistecca perfetta, niente panico, una soluzione c’è sempre!
In tantissime regioni in Italia è consentito grigliare nei parchi e nei giardini pubblici, a condizione che ciò avvenga all’interno di un’area barbecue designata. Lì troverete tutti gli appassionati come voi, quindi problemi non dovrebbero esserci. Dovete comunque prestare molta attenzione ed evitare di danneggiare alberi, erba e piante in generale. Barbecue sì, incendi no!
In ogni caso, è bene che vi informiate sempre bene, contattando il comune della vostra città: le regole possono variare, specie se gli spazi in questione sono di tipo naturalistico o hanno valore archeologico.

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