La conservazione dell’avocado è un argomento discusso. Lasciare il nocciolo al suo interno per non renderlo scuro è una pratica utile?
Fenomenologia dell’avocado: protagonista di ricette, dall’etnico all’healthy food
Nel 2017, è stata decretata la sua ascesa sulle tavole mondiali, persino su quelle del Vecchio Continente, notoriamente restie alle novità: parliamo dell’avocado, a lungo creduto un superfood (ma non esistono, lo sapete? Indagheremo anche su questo), che in soli 100 grammi si dimostra decisamente un Maciste dell’alimentazione.
E con l’avocado, ci fanno davvero di tutto: dall’arcinota salsa guacamole fino ai toast ma anche dolci, come brownies e cheesecake.
La conservazione dell’avocado: facciamo chiarezza
Il cruccio, però, resta sempre uno: la conservazione. Può capitare di non finire un avocado intero e questo, inevitabilmente, finisce per “scurirsi” fino a rendersi immangiabile.
Ed è così che si moltiplicano, in giro per la rete, sedicenti modi per conservare l’avocado, alcuni anche molto pericolosi per la salute perché contribuiscono allo sviluppo di muffe e batteri.
C’è chi vocifera addirittura, in giro, che lasciare il nocciolo all’interno dell’avocado ne ritarderebbe l’annerimento.
Verità o falso mito? Scopriamolo insieme, andando a conoscere da vicino il nostro “superfrutto”, che è “super” solo per finta (ma tanto ricco!).
Dal Messico con furore: le origini dell’avocado
L’avocado è il frutto della pianta Persea Americana. Questa pianta è originaria del Sud America: a causa della massiccia richiesta, anche altre zone del mondo si sono dedicate alle coltivazioni di avocado, ma l’epicentro più grande resta il Messico.
L’avocado è, scientificamente parlando, una drupa: composto da una buccia (esocarpo), una parte interna carnosa (mesocarpo) ed un nocciolo (endocarpo) duro e legnoso con all’interno un seme.
Quando possiamo definire maturo un avocado?
La maturazione dell’avocado prevede una breve genesi di frutti teneri e senza macchie. Lo sviluppo dei frutti è regolato da un gas che si chiama etilene. Tanto più è concentrata la presenza di etilene, tanto più velocemente matura.
Lo conoscete tutti il trucchetto dell’avocado nel sacchetto di carta con le banane, vero?
Ci sono dei frutti che scatenano ad oltranza la produzione di etilene: ad esempio, spesso si consiglia di far maturare un avocado avvolto in un sacchetto di carta accanto alle banane. Infatti, le banane innescano la produzione di etilene e basteranno un paio di giorni per avere la completa maturazione dell’avocado. Che – ahinoi – però dura davvero poco.
Perché l’avocado diventa scuro?
L’avocado, oltre a contenere un gran numero di sostanze nutritive tra cui molti acidi grassi – anche della categoria degli omega-3 – vitamina C, vitamina E e vitamina K, contiene anche un gruppo di sostanze chiamate fenoli.
Galeotta è l’ossidazione: la trasformazione dei fenoli in chinoni
I fenoli si trovano nello specifico all’interno delle cellule del frutto. L’annerimento è dovuto proprio al fenomeno di ossidazione dei fenoli ad opera dell’enzima polifenolossilasi, un facilitatore della reazione. Tale enzima, in presenza di ossigeno, trasforma i fenoli in chinoni. L’enzima polifenolossidasi, dunque, è responsabile del processo ossidativo, lo stesso che si innesca durante l’annerimento del basilico.
Dove si trova l’enzima polifenolossidasi?
Questo enzima si trova all’esterno delle cellule. La produzione di chinoni ha lo scopo di combattere i batteri che possono comportare danno al frutto, ma la reazione porta al completo annerimento del frutto.
Et voilà il perché dell’annerimento:
L’annerimento dell’avocado è dovuto, quindi, a diversi fattori, tra cui l’apertura del frutto con relativa rottura delle cellule ed esposizione dei fenoli all’enzima polifenossilasi e all’ossigeno.
Come si può ben capire la presenza del nocciolo non permette di non esporre il mesocarpo all’aria, quindi, non può prevenire l’annerimento.
Quindi, lasciare il nocciolo all’interno dell’avocado rallenta il processo ossidativo e, dunque, ne preserva la conservazione?
Purtroppo no: lasciare il nocciolo nell’avocado non rallenta o stoppa l’annerimento del frutto.
Ma è possibile prevenire il fenomeno dell’ossidazione? Com’è possibile conservare correttamente l’avocado?
Certamente sì: è possibile prevenire l’ossidazione. Basta ricoprire l’avocado con una pellicola per non farlo entrare in contatto con l’ossigeno, oppure utilizzare una sostanza acida come il limone, che permette di neutralizzare l’enzima polifenossilasi: in questo caso, attenzione, perché la polpa diventa molto molto acida.
Conservare l’avocado in frigo: una scelta saggia e sicura
I nostri consigli per tutelare il tuo avocado dall’annerimento:
Sicuramente conservare l’avocado in frigo, una volta aperto, è un ottimo metodo per rallentare il processo di annerimento del frutto. Un altro metodo consiste nel denocciolare gli avocado, sbucciarli per bene e riporli in sacchetti per freezer, per poi farli rassodare per bene nel congelatore domestico. Dopo questa operazione, metteteli sottovuoto: potete poi conservarli in frigo o in freezer, e vi assicuriamo che è un metodo molto più efficace di tanti altri scovati per la rete!


