Una Mini Guida per parlare di idee e delle buone abitudini per combattere lo spreco alimentare in modo semplice, ma efficace. Come? Adottando un nuovo punto di vista sostenibile e su misura!
Parlare di spreco alimentare provoca una varietà di emozioni: rabbia, paura e, talvolta, indifferenza. La prima regola per un problem solving efficace è mettere da parte tutti i giudizi: sono nocivi, dannosi e non fanno parte della soluzione. Anche l’indignazione non basta più: è inutile, perfino dannosa. Esistono alternative per adottare un punto di vista sostenibile, senza fare troppe rinunce. Vale la pena dare un’occhiata!
Food Waste. Crisi Alimentare. Evocare negatività non è sempre sinonimo di successo. Adottare un punto di vista differente non basato sulla paura, può essere un buon modo per iniziare a pensare al cibo come reale risorsa preziosa. Le abitudini, si sa, finiscono per annoiare.
Lo spreco alimentare è una piaga contemporanea. Non lo definisce il trend delle agende mediatiche: lo dicono i fatti. I riflettori fan luce sui problemi una tantum, oppure a intermittenza, ma la verità è che il problema non scompare. Anzi, si fa più subdolo e, proprio come un serpente, finisce per attorcigliare la quotidianità. Basta pensare all’attuale crisi alimentare. Paura, eh?
Allora, è decisamente il momento di vedere nel problema un’opportunità per un cambiamento consapevole e responsabile.
La mappa dello spreco alimentare in Italia
Diamo una definizione al food waste
Inquina. Fa male a noi e al Pianeta. Non c’è nulla di buono nello spreco alimentare.
Per spreco alimentare si intende “l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare, che per ragioni economiche, estetiche o per la prossimità della scadenza di consumo, seppure ancora commestibili e quindi potenzialmente destinati al consumo umano, sono destinati ad essere eliminati o smaltiti.
(def. Ministero della Salute)
Proviamo a fare un esercizio: definiamo questo fenomeno come una conseguenza di una serie di comportamenti e non come uno spauracchio approdato sul nostro Pianeta per dare fastidio.
Per questo, è bene dare un’occhiata a pochi, ma efficaci, dati.
Lo Spreco Alimentare in Italia. A che punto siamo
Secondo Coldiretti, ognuno di noi spreca 67kg di cibo all’anno. In totale, questo numerino aumenta esponenzialmente: 4 milioni di tonnellate di cibo sono andate a finire dritte dritte nella pattumiera.

Non finisce qui: Waste Watcher, l’Osservatorio per il controllo dello Spreco Alimentare, ha condotto una ricerca a riguardo. Ebbene, c’è una classifica del tipo di alimenti più buttati e sprecati.
Il primo posto lo occupa la frutta fresca con una percentuale del 37%. Segue la verdura con un bel 28%. Cipolla, aglio e tuberi ottengono un 25%. Insalata e pane fresco condividono il 21%.

A questo punto, è bene fare un’ulteriore differenziazione all’interno del macro universo dello spreco alimentare:
- Pre-consumer waste, ovvero il cibo che va a finire nella pattumiera ancor prima d’incontrare il tuo frigo;
- Post-consumer waste: il cibo che va a finire tra i rifiuti dopo esser stato pagato.
In Italia, il 70% dello spreco alimentare avviene dentro le mura di casa, il 20% riguarda la vendita al dettaglio e il 10% è causato dal processo di produzione delle filiere.

Il totale della somma di denaro che riguarda il cibo sprecato pro capite, infatti, si aggira attorno a 1000 euro.
Ebbene sì, pagare per buttare non è propriamente un’idea geniale. Ma questa è un’altra storia. Il focus di questo breve racconto non è demonizzare la negligenza, bensì cambiare il punto di vista. E andiamo!
5 buone abitudini per combattere lo spreco alimentare. Una Mini Guida Galattica
Questione di mindset: l’organizzazione è la radice da cui partire. Il cambiamento può spaventare. Vero, ma non può esser peggio di una crisi alimentare!
Il nostro cervello ragiona per categorie. Queste sono un po’ come radici che tendono ad estendersi verso l’alto, quasi per sfidare la vetta dell’atmosfera. La quotidianità non è così dissimile dal concetto di radici. Il nostro sistema di categorizzare la realtà consente di allenare la conoscenza. Andare oltre significa adottare un mindset differente.
Un cambiamento può scombussolare le certezze. Vero, ma i benefici sono un fattore da considerare. Meglio proseguire la strada verso lo sfacelo, o spostare lo sguardo verso un orizzonte inesplorato, eppure tanto vicino?
Le buone abitudini sono davvero a portata di mano e non importa se le infrastrutture che governano l’universo-mondo non riescono a trovare una quadra. Questa è decisamente un’altra storia.
Prima buona abitudine anti spreco alimentare. Partiamo dalle piccole cose. La dispensa di casa
Nulla accade per caso. Il supermercato offre numerosi impulsi visivi. Il frastuono della musica incalza. La folla tra i lunghi corridoi degli scaffali spinge ad andare di fretta, per uscire al più presto da quell’inferno. E via all’acquisto non programmato, un po’ troppo non pensato, seppur giustificabile dato il contesto. L’esercizio delle buone abitudini anti spreco non è nulla di magico: come citato poche righe qui sopra, è una questione di metodo.
Le fasi della Mini Guida anti-spreco alimentare
Fase 1: Controlla la dispensa e stila una piccola lista
Fai un check di quanto manca, dividendo per categorie gli alimenti soggetti ad un consumo maggiore o inferiore:
- Ortaggi e frutta di stagione: sono a secco? Ne ho abbastanza? Non ho intenzione di consumarne?;
- Carne e formaggi: quali sono le mie abitudini di consumo? Ho in previsione di andare a cena fuori questa settimana? Se sì, cosa mi conviene acquistare di più?
- Conserve: la dispensa è piena? Ci sono prodotti ridondanti che, magari, mi stanno un po’ sulle scatole, ma li compro perché così fan tutti?
Insomma, pensa in ottica strategica: un’idea anti food waste è proprio non trarre in inganno la mente. Pensa alle offerte nei supermercati: la convenienza va sempre contestualizzata e relazionata in base alle proprie esigenze.
Fase 2: Bene, sei a casa. Metti in ordine i prodotti che hai acquistato
La scadenza degli alimenti è uno dei fattori scatenanti dello spreco alimentare. Tenere d’occhio le etichette nel modo corretto può essere di grande aiuto. A questo punto, entra in gioco la disposizione del cibo nel frigorifero.
- I piani centrali sono quelli più indicati per tener d’occhio i cibi freschi;
- Dividi i prodotti per categorie: assegna degli spazi ben precisi. L’occhio si allenerà mano a mano e, dopo poco tempo, potrai afferrare lo yogurt che tanto ti piace anche al buio!
Fase 3: Inizia a pensare al sottovuoto
Il sottovuoto è un’ottima soluzione per evitare che l’ossigeno consenta la formazione di muffe e batteri. Inoltre, è un servizio che offrono sia i supermercati che appositi macchinari da poter accogliere in cucina.
Gli alimenti che possono esser messi sottovuoto sono tantissimi:
- frutta e verdura, a patto che non siano troppo succose;
- il pane;
- la carne;
- i formaggi;
- la pasta.
Questa pratica, oltre ad essere un’ottima tecnica anti-spreco alimentare, consente anche di congelare gli alimenti. Più salute, più sicurezza e, anche se lapalissiano, più sostenibilità per il portafogli e per l’ambiente.
Fase 4: L’occhio vuole la sua parte, vero, ma cambia punto di vista!
Frutta e verdura brutte ma buone sono una risorsa incredibile per alcune preparazioni. Non buttare una banana solo perché ha delle macchioline nere.
Proviamo a fare un gioco. Quello degli scenari possibili. Ok, le banane che hai acquistato sono lì, con le macchie nere.
Il cervello processa un’informazione, ottenendo su per giù “se la banana è nera, allora va buttata”.

Cambiamo punto di vista. Le macchie nere della banana la rendono perfetta per il tuo prossimo frullato.
Ecco come l’informazione verrà processata in modo differente e l’occhio, incontrando una banana con le macchioline, avrà tutto un altro approccio.
A tal proposito, Bella Dentro ha come mission quella di rivoluzionare la percezione della valutazione estetica di frutta e verdura in termini creativi e sostenibili.
Fase 5: Impara a cucinare in ottica anti-spreco
Gli avanzi ispirano la creatività. Non ci credi? Lasciati ispirare dalle nostre ricette. Puoi anche digitare un ingrediente che proprio in questo momento ti osserva e ti implora di non andare a finire in pattumiera.
Non solo: un progetto di notevole spessore è quello di Massimo Bottura con la sua associazione Food for Soul.
Combattere lo spreco alimentare è una questione di idee e di scelte
Combattere lo spreco alimentare significa trasformare le opportunità negative in forza motrice per un cambiamento concreto. Da qualche parte bisogna pure iniziare. Adottare un nuovo punto di vista è un buon punto di partenza.
L’equazione problema = soluzione non esiste. Esistono percorsi per costruire soluzioni.
L’arma migliore per combattere lo spreco alimentare è riflettere sul valore del cibo.
Proviamo a fare cose folli: parliamo con quel peperone un po’bitorzoluto, accogliamo una zucchina curva e baciamo una fragola un po’ammaccata prima di morderla. Il canone estetico è un’etichetta. La Natura insegna che lo stigma è solo un’invenzione dell’essere umano e non del Pianeta.
Evviva!
[Credits per data viz e grafiche: Dario Leopardi e Anna Iorio]

