Che ci sia aria di rinnovamento nella cucina d’autore, quella comunemente conosciuta come “stellata”, ce ne eravamo accorti: dopo l’annuncio delle future serrande abbassate del ristorante Noma di Copenhagen, che riaprirà sotto un’altra forma, abbiamo la notizia di un”bandiera bianca” nostrano. Il ristorante St. Hubertus a San Cassiano, di Norbert Niederkofler, annuncia la sua chiusura per la fine di marzo. Si tratta di uno degli undici ristoranti italiani insigniti delle tre stelle Michelin, massimo riconoscimento dato dalla Guida.
Il St. Hubertus annuncia la chiusura: ciò che sappiamo sulle motivazioni (cioè, ancora poco)
Il Ristorante St. Hubertus, ad oggi, è situato all’interno dell’Hotel Rosa Alpina, a San Cassiano, frazione del comune di Badia: ci troviamo in una zona ad alta densità turistica. Dalle dichiarazioni, pare che sia proprio l’Hotel Rosa Alpina ad iniziare la chiusura “per ristrutturazione”, cui seguirà quella del ristorante St. Hubertus. L’ultimo servizio è previsto per il prossimo 24 marzo 2023. Non è chiaro se all’eventuale riapertura – riapertura che sarà molto probabile, almeno secondo le poche dichiarazioni al momento rilasciate – lo chef Niederkofler sarà ancora alla guida. Alcuni rumors, dicono che le strade di separeranno. L’evidenza è che probabilmente più di qualcosa non abbia funzionato nell’intero ingranaggio dell’altissima ristorazione in cui è coinvolto il St. Hubertus, ma ormai questa cosa sembra non fare più notizia. Conti che non tornano, piani economici non molto chiari, investimenti che vengono meno. Una o più di queste motivazioni potrebbe esserci dietro l’annuncio della chiusura del St. Hubertus. Sicuramente, ne sapremo di più nei prossimi mesi.
Che tipo di cucina fa il ristorante St. Hubertus?
Il ristorante St. Hubertus ha un ruolo centrale nell’alta ristorazione italiana. E’ attivo sin dal 1996, grazie all’opera della famiglia Pizzinini, che decise di dedicare il retro della pizzeria presente nell’hotel a un ristorante. Il nome si ispira a quello del santo protettore dei cacciatori. La filosofia portata avanti dal ristorante è quella che Niederkofler chiama “Cook the Mountain”: si utilizzano prodotti provenienti dall’arco alpino, stagionali e dal carattere tipico montano, come le erbe montane in primavera, le bacche estive, funghi locali in autunno e barbabietole in inverno. Dal 2000, il St. Hubertus assume i caratteri raffinati in sala che ci sono arrivati fino ad oggi. Proprio in quell’anno arriva la prima stella Michelin per il St. Hubertus; nel 2007 arriva la seconda mentre, nel 2018, la terza, da allora sempre confermata.
Il St. Hubertus riaprirà?
Molto probabilmente, finiti i lavori di ristrutturazione dell’Hotel Rosa Alpina, il ristorante avrà nuova vita: nuove formule, nuovo concept. Dopotutto, il St. Hubertus fu pensato per attirare la clientela internazionale altospendente, e sicuramente per una seppur minuscola fetta di avventori era un punto di riferimento molto gettonato. Quindi, ripensate le modalità, c’è sicuramente da aspettarci una riapertura del St. Hubertus, vedremo se con la stessa regia e nome, oppure rinnovato a 360°.
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